Tunnel del Baldo, WWF Verona: «Soluzione obsoleta e fuori dal tempo»

La discussione sul tunnel del Baldo è sempre stato un cavallo di battaglia del compianto alfiere del WWF Veronese Averardo Amadio, il quale si è sempre opposto alla sua realizzazione. Sono passati alcuni anni da quelle battaglie ma gli scenari sono mutati drasticamente: il cambiamento climatico morde stretto alle caviglie. È di questi giorni la notizia del minimo…

La discussione sul tunnel del Baldo è sempre stato un cavallo di battaglia del compianto alfiere del WWF Veronese Averardo Amadio, il quale si è sempre opposto alla sua realizzazione. Sono passati alcuni anni da quelle battaglie ma gli scenari sono mutati drasticamente: il cambiamento climatico morde stretto alle caviglie. È di questi giorni la notizia del minimo storico raggiunto dal Lago di Garda

La sezione veronese del WWF torna a ribadire le criticità del tunnel. «Per gli atavici problemi di traffico sulla Gardesana si ripropone la solita soluzione del tunnel da Ala a Malcesine, obsoleta e ormai fuori dal tempo, che riverserebbe ulteriore traffico nel collo di bottiglia proprio della Gardesana, amplificandone gli intasamenti». Il WWF Veronese crede invece ai «piani di adattamento, di mitigazione e di resilienza che sono e saranno messi in atto per fare fronte ai cambiamenti climatici provocati dal riscaldamento globale del pianeta».  

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In questa ottica, poi, ravvisa che «la vera soluzione è la progressiva diminuzione del traffico a motore privato turistico sulla strada Gardesana orientale. Si tratta di un compromesso da raggiungere progressivamente, realizzando parcheggi scambiatori negli entroterra a partire dai quali un sistema di trasporto integrato permette con mezzi pubblici a basso impatto ambientale,  che gradualmente potranno diventare a trazione elettrica, di raggiungere agevolmente le varie  località della riviera, da Peschiera a Malcesine e Riva». 

Accanto a ciò, prosegue, si potranno «favorire la mobilità dolce ciclabile e potenziare le linee di navigazione. Concetti sviluppati e messi in pratica da anni nell’area dell’Europa del Nord, proprio la zona di  provenienza della maggior parte dei turisti che sicuramente accoglierebbero con favore questi  sforzi tesi a migliorare la vivibilità e non solo sul Lago di Garda». 

«È anche necessario rendersi conto che si deve porre un limite all’aumento senza fine dell’impatto che il turismo in continua crescita manifesta sul territorio nella forma di costante consumo del  suolo, di inquinamento atmosferico e delle acque e di perdita della biodiversità», conclude WWF Verona. 

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