“Ospedali green” a Verona: iniziative sostenibili per ridurre l’impatto ambientale
La sanità inquina, ma gli ospedali e l’università di Verona sono già attivi e impegnati a minimizzare l’impronta del carbonio. Borgo Trento e Borgo Roma stanno mettendo in campo soluzioni organizzative e tecnologiche per un minor peso sull’ambiente in termini di sostenibilità. Del resto, per l’OMS le strutture sanitarie devono mantenere e migliorare la salute minimizzando l’impatto sull’ambiente” e le società scientifiche stanno cominciando a emanare linee guida per la transizione ecologica dei singoli settori. L’approfondimento multidisciplinare, fra Università e Aoui, è stato fatto sabato durante il convegno al policlinico di Borgo Roma dal titolo: “La sostenibilità ambientale ospedaliera: l’ospedale, la sala operatoria e la terapia intensiva”.
“Ospedali green”
La riduzione del “carbon footprint” degli ospedali è una sfida globale che richiede impegno. Gli ospedali sono energivori perché richiedono energia ad alta efficienza H24 e 7 giorni su 7, ma anche la pratica clinica può promuovere la sostenibilità. Basti pensare che un’ora di anestesia con alcuni gas anestetici diffonde in atmosfera inquinanti pari a quelli di 300 km in auto.
Le azioni strategiche messe in campo da Aoui per avere “Ospedali green” si allargano a vari aspetti, dalla produzione di energia pulita alla mobilità sostenibile, dalle pratiche chirurgiche e anestetiche ai dispositivi utilizzati.
Chirurgia dell’esofago e dello stomaco
Già attivo da qualche mese il progetto di telemonitoraggio pre e post chirurgico che, oltre agli aspetti clinici, riveste anche una valenza ambientale riducendo l’impatto ambientale: accorcia l’ospedalizzazione (un giorno in un letto di ospedale ha una produzione di CO2 pari a quella di cinque famiglie) e diminuisce gli spostamenti inutili. Il telemonitoraggio avviene attraverso l’utilizzo di presidi indossabili (orologi SAMRT dedicati), che supportano il clinico e il paziente nella preparazione prechirurgica e nella ripresa post-operatoria.
L’utilizzo di questi device permette di avere informazioni continuative sullo stato generale del malato e fornisce, attraverso software specifici, dei campanelli di allarme per il clinico. Tali strumenti possono portare ad una ottimizzazione delle risorse ospedaliere migliorando il supporto domiciliare e diminuendo il ricorso all’ospedale, che viene così riservato solo ai pazienti segnalati dal dispositivo.
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Sale operatorie e “Anestesia Green”
Alle sale operatorie, a causa dell’uso di anestetici inalatori, dell’elevato consumo di energia e della produzione di rifiuti, sono attribuibili emissioni di CO₂ fino a 6 volte superiori rispetto ad altri settori ospedalierii. L’attività dell’anestesista, in particolare, può generare fino al 50% delle emissioni del blocco operatorio, soprattutto per l’uso di gas anestetici.
Si tratta di farmaci volatili ma anche potenti gas serra appartenenti alla categoria dei gas fluorurati o idrofluorocarburi. Vengono somministrati per via inalatoria in modo esclusivo dall’anestesista per mantenere l’anestesia generale, il nostro corpo non li metabolizza per cui vengono riversati in atmosfera. L’adozione di pratiche di “anestesia green” emerge come la punta di un iceberg: negli ospedali Aoui è già iniziato un percorso di sensibilizzazione per un uso più appropriato di questi gas anestetici che possono essere impiegati con efficacia clinica invariata ma con impatto ambientale ridotto.
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Energia verde con la trigenerazione, meno gas serra
Un bosco di 120 ettari con circa 120mila alberi, è questo il contributo all’ambiente che ogni anno viene dato dagli ospedali di Verona. La produzione combinata di energia elettrica, vapore e acqua refrigerata qualifica Borgo Trento e Borgo Roma come ospedali green: abbatte del 40% il consumo di combustibile fossile perché si recupera tutto il calore che andrebbe diversamente disperso in ambiente; elimina l’immissione di Azoto responsabile della riduzione dello strato di ozono; riduce l’immissione di CO2, cioè di gas serra.
Aoui è praticamente autosufficiente con la produzione “in casa” di energia nelle due centrali di trigenerazione a Borgo Trento (visibili dal lungadige) e una di cogenerazione a Borgo Roma, che insieme producono 38 milioni di KWh l’anno pari al consumo di 14 mila famiglie. Si tratta di energia verde perché dal ciclo di produzione viene riutilizzato tutto, la trigenerazione in Aoui evita l’immissione di 4.200 tonnellate di CO2 pari all’assorbimento di 120mila alberi.
Mobilità sostenibile
“Al lavoro si va in bici, Aoui incoraggia chi pedala” è il titolo dell’iniziativa che per la prima volta, lo scorso 18 settembre, ha premiato i venti dipendenti più attivi nell’utilizzo della bicicletta per il tragitto casa-lavoro. Il Mobility Manager ha redatto il Piano per incentivare la mobilità sostenibile tra i dipendenti, riducendo l’utilizzo di mezzi di trasporto privati e promuovendo alternative più efficienti e green, con investimenti per servizi ai dipendenti.
Callisto Marco Bravi, Dg Azienda ospedaliera: «La sfida della decarbonizzazione, così come dell’automazione e dell’IA, ci obbliga a una nuova mentalità e nuovi comportamenti. In Aoui siamo già pronti a questo salto: con prima comparazione europea della robotica, nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e soprattutto siamo convinti che l’emissione zero di carbonio sia fondamentale per la sostenibilità dell’intero sistema. A Borgo Trento e Borgo Roma da tempo si produce energia pulita che permette anche di guadagnare circa 500 mila euro l’anno con la vendita dei certificati bianchi. Ma nelle nostre sale operatorie è già partito l’utilizzo attento dei gas anestetici più inquinanti e l’utilizzo di tecnologia che permette di accorciare le degenze. Questi primi passi in ottica green non bastano, sono solo l’inizio di un’attenzione all’ecologia che non deve essere ideologica ma sostanziale nei processi organizzativi. La sanità è chiamata a grandi innovazioni, azienda ospedaliera e università insieme sono impegnate negli ospedali e nella formazione dei giovani».
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