L’autonomia energetica del Veneto punta alle rinnovabili
Via libera della giunta della Regione Veneto al nuovo piano energetico regionale tornato in giunta dopo il periodo di consultazione pubblica che ha visto pervenire 95 osservazioni, quasi la metà a valenza ambientale. Ogni spunto e suggerimento è stato attentamente valutato e considerato dagli uffici e la maggior parte delle osservazioni pervenute è stata accolta, spiegano dalla Regione.
Dichiara il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia: «Con la delibera approvata e la trasmissione al Consiglio Regionale, si conclude un lavoro di due anni per tracciare le politiche energetiche del Veneto da qui al 2030. Un lavoro ambizioso e sfidante per traguardare una transizione energetica ormai non più rinviabile, ma sostenibile, partecipata e nel segno dell’autonomia energetica. È un piano che muove circa 8 miliardi di investimenti al 2030 che si prevede abbia un impatto economico da 19,7 miliardi di euro, andando a coinvolgere oltre 107.000 addetti»
«È un piano energetico condiviso con il territorio, che è stato coinvolto attraverso il processo di consultazione pubblica nell’ambito del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica – sottolinea l’Assessore regionale allo sviluppo economico ed energia Roberto Marcato – protagonisti sono i cittadini, le associazioni, le imprese, gli ordini professionali ed i soggetti competenti in materia ambientale».
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In sintesi, gli obiettivi del piano della Regione Veneto:
- Incremento di energia elettrica prodotta da FER pari a +5,7 TWh/anno al 2030 (rispetto al 2019), equivalente al consumo di tutte le famiglie venete nel 2021;
- Riduzione della dipendenza energetica del Veneto dal 50% attuale di energia importata a circa il 34% al 2030;
- Riduzione del consumo di energia al 2030 pari a 1,13 Mtep, equivalente al 10% del consumo dell’intero sistema veneto del 2019 e al doppio del consumo delle famiglie venete nel 2021;
- Riduzione delle emissioni CO2 pari a circa 15 milioni di tonnellate (14.797.500) equivalente a 148 milioni di nuovi alberi piantati;
- Riduzione delle emissioni di CO2 nei settori trasporti, civile, agricoltura, rifiuti e piccola industria pari a circa 3,5 milioni di t, equivalenti ad un bosco esteso quanto la provincia di Belluno;
- Il 43% sul totale di energia elettrica disponibile per le nostre esigenze sarà così prodotta da fonti rinnovabili. Si tratta di obiettivi ambiziosi e sfidanti: per il target di nuova potenza installata da fonti rinnovabili di + 6 GW, va considerato che al 2022 avevamo installati in Veneto 4 GW di rinnovabili elettriche di cui 2,5 GW di fotovoltaico.
Conclusa la fase della consultazione pubblica, a inizio agosto la Commissione Regionale per la Valutazione Ambientale Strategica ha espresso parere favorevole al Piano con alcune prescrizioni puntualmente recepite dai documenti licenziati dalla giunta regionale.
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Il Nuovo Piano Energetico Regionale, adottato lo scorso aprile, è stato aggiornato alle più recenti pianificazioni settoriali sia su scala nazionale sia su scala regionale e allineato anche alla normativa nel frattempo approvata e riferita principalmente al tema delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, comporta un investimento complessivo ora stimato in circa 8 miliardi di euro, un impatto economico che supera i 19,7 miliardi di euro che coinvolgeranno oltre 107.000 addetti.
«La parola ora passa al Consiglio Regionale per il via libera definitivo – conclude Marcato –. Consegniamo un lavoro che ha visto impegnate 4 Aree organizzative regionali, 14 Direzioni, l’ARPAV, il Comitato Tecnico Strategico presso la Veneto Sviluppo coadiuvato dal Centro Studi LEVI CASES, RSE del gruppo GSE ed ENEA e che traghetterà la nostra Regione verso una nuova energia, sempre più vicina, sempre più pulita».
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