“Hive Control”: quando l’automazione incontra l’apicoltura. E le api ringraziano

Redazione

| 16/05/2025
Un’arnia intelligente, alimentata a energia solare, capace di rilevare in tempo reale dati fondamentali per la salute delle api: temperatura, umidità, peso e stato di nutrizione. È il cuore di Hive Control, progetto sviluppato dagli studenti dell’ITS Meccatronico Veneto - sede di Vicenza.

L’ITS Meccatronico Veneto – sede di Vicenza partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “Hive Control”.

Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startupinnovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.

Per sostenere il progetto dell’ITS Meccatronico Veneto – sede di Vicenza:

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ITS Meccatronico Veneto presenta: “Hive Control”

Un’arnia intelligente, alimentata a energia solare, capace di rilevare in tempo reale dati fondamentali per la salute delle api: temperatura, umidità, peso e stato di nutrizione. È il cuore di Hive Control, progetto innovativo sviluppato dagli studenti dell’ITS Meccatronico Veneto – sede di Vicenza, del corso di automazione, con la guida del professor Alessandro Casarotto. Un’idea nata dalla passione del docente per l’apicoltura e dalla voglia dei ragazzi di contribuire con la tecnologia alla tutela ambientale.

Professor Casarotto, che cos’è l’ITS Meccatronico Veneto e come si articola il percorso formativo?
È un percorso post-diploma biennale che si struttura in tre parti: la prima è teorica, in aula, con lezioni ed esami; la seconda è il team working, che dura due anni e porta alla realizzazione di un progetto completo, come Hive Control; infine la terza è il tirocinio in azienda, 900 ore che permettono ai ragazzi di mettere in pratica quanto appreso. A Vicenza siamo ospitati all’Istituto Rossi, un contesto centrale e altamente tecnico.

Michele, come vi è venuta l’idea dell’arnia automatizzata?
All’inizio avevamo pensato a una serra, ma ci siamo accorti che era un tema già affrontato. Volevamo qualcosa di più originale e vicino alla natura. L’idea delle api ci ha ispirati per il valore ecologico e simbolico che hanno. L’arnia è diventata il nostro centro: un sistema con sensori, connesso a una web app, che permette all’apicoltore di monitorare da remoto la salute della colonia e intervenire quando serve.

Alessandro, di cosa ti sei occupato nel progetto?
Della parte meccanica e strutturale. Ho curato la progettazione CAD e integrato le conoscenze che ho acquisito in azienda. Sotto l’arnia abbiamo posizionato un cassetto tecnico che contiene i dispositivi di controllo, una batteria e un serbatoio collegato a una pompa per nutrire le api in caso di necessità. Tutto è pensato per essere modulare e accessibile, anche a chi lavora in apicoltura artigianale.

Gabriele, come funziona la parte elettrica?
Tutto è alimentato da un pannello solare, quindi l’arnia è completamente autonoma e scollegata dalla rete elettrica. I dati raccolti – temperatura, umidità, peso – vengono inviati via SIM dati a un’applicazione web. Il sistema avvisa anche quando il nutritore è vuoto e consente all’apicoltore di attivare da remoto la pompa per riempirlo. L’obiettivo è garantire nutrizione regolare senza dover controllare l’arnia fisicamente ogni giorno.

Mattia, quali sono secondo te le potenzialità future di Hive Control?
Crediamo sia un progetto ambizioso, ma realistico. Con il clima che cambia, le api possono affrontare periodi critici, come mesi piovosi senza fiori. Avere un sistema che le supporta può fare la differenza. Hive Control riduce il lavoro manuale, aumenta l’efficienza, e si inserisce perfettamente in una visione di agricoltura 4.0 e sostenibilità ambientale.

Professore, quanto ha inciso la sua esperienza personale nel guidare il progetto?
Io pratico apicoltura da sei anni con mio padre. So quanto possa essere complesso nutrire correttamente le api e tenere sotto controllo la salute dell’alveare. L’idea di un’arnia automatizzata mi affascinava da tempo, ma con questi ragazzi è diventata realtà. In fiera, come a Piacenza, si vede molta innovazione, ma un sistema integrato di monitoraggio e nutrizione come il nostro non c’è ancora.

Michele, cosa hai scoperto di te grazie al tirocinio?
Che preferisco il lavoro pratico. Il tirocinio mi ha aiutato a capire cosa voglio fare davvero. Adesso voglio esplorare più aziende, confrontarmi con nuove esperienze e decidere il mio percorso con maggiore consapevolezza.

Alessandro, come è stato il tuo percorso?
Molto formativo. In azienda ho progettato macchinari industriali e poi li ho anche assemblati. Ho seguito tutto: dalla progettazione alla relazione col cliente. È stata un’esperienza completa, che mi ha confermato la voglia di restare in questo settore.

Gabriele, dove stai lavorando ora?
Sono in ufficio tecnico, progetto carrelli elevatori su misura. Mi occupo sia della parte CAD sia del dimensionamento, e collaboro con l’officina per realizzare ciò che penso. Mi piace molto perché unisce teoria e pratica, proprio come l’ITS.

Mattia, hai già le idee chiare sul tuo futuro?
Sì. Il tirocinio mi ha fatto capire che voglio fare il progettista elettrico, anche con un po’ di programmazione software. Mi appassiona vedere un’idea prendere forma, dalla simulazione alla realtà.

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