Goletta dei Laghi a Peschiera: Legambiente denuncia l’overtourism sul Garda

Redazione

| 06/07/2025
Dal 2014 presenze in crescita del 27 % nei comuni rivieraschi; +49 % sulla sponda veronese. Dieci azioni per un turismo più sostenibile.

Il secondo appuntamento veneto della campagna Goletta dei Laghi ha acceso i riflettori sull’overtourism che grava sull’area gardesana. Nel corso dell’incontro organizzato da Legambiente, i dati ISTAT rielaborati dall’associazione mostrano che tra il 2014 e il 2024 le presenze turistiche nei 23 comuni rivieraschi del lago di Garda sono aumentate del 27 per cento, toccando i 18 milioni nei soli quattro mesi estivi a fronte di 190 000 residenti.

È la sponda veneta a registrare l’impennata più marcata (+32%), con un focus sui comuni veronesi che segnano complessivamente +49 % dal 2009 al 2024. Spiccano Lazise (+65%) e Peschiera del Garda (+59%). Sul fronte lombardo, Lonato del Garda guida la classifica con +50%, seguita da Padenghe sul Garda (+45%) e dalle località bresciane di Manerba (+36%) e Toscolano Maderno (+36%). In Trentino Riva del Garda (+24%) e Nago-Torbole (+8,6%).

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«Il sovraffollamento turistico nei comuni lacustri dell’area gardesana compromette la vivibilità dei territori, ostacola l’accesso ai servizi, altera gli equilibri economici locali e, soprattutto, mette a rischio la qualità ambientale» evidenzia Legambiente.

Per fronteggiare il fenomeno, Legambiente propone dieci azioni prioritarie che ruotano attorno a tre pilastri: migliorare la mobilità collettiva e lenta, regolamentare e diversificare l’offerta turistica, coinvolgere in modo attivo i residenti attraverso strumenti di partecipazione.

«L’impatto crescente del turismo nei territori lacustri, in particolare nell’area gardesana, impone una riflessione profonda sul modello di sviluppo che è stato adottato finora. Troppi turisti in troppo poco spazio significano meno vivibilità per chi ci abita, servizi al limite della capacità, squilibri economici crescenti e un ambiente sempre più fragile – dichiarano Luigi Lazzaro, Barbara Meggetto e Andrea Pugliese, rispettivamente presidenti di Legambiente Veneto, Lombardia e Trento, intervenendo all’incontro – Per affrontare questa sfida in modo costruttivo, Legambiente propone un pacchetto di misure articolate in dieci azioni prioritarie, rivolte ad amministrazioni, operatori del settore, residenti e turisti. L’obiettivo è costruire un modello di turismo più equilibrato, responsabile e sostenibile, capace di tutelare il territorio e garantire benefici che siano duraturi per le comunità locali».

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Le 10 proposte di Legambiente per contrastare l’overtourism sul Garda.

1) Sviluppo di una mobilità d’accesso integrata e intermodale per decongestionare il traffico e ridurre l’utilizzo dell’auto;
2) Introduzione di una regolamentazione sugli affitti brevi e incentivi per favorire la locazione abitativa destinata ai residenti;
3) Definizione della capacità di carico turistica per ciascuna località, con l’obiettivo di limitare l’accesso nei periodi critici e preservare l’equilibrio ambientale e sociale;
4) Destinazione vincolata della tassa di soggiorno al miglioramento dei servizi pubblici e delle infrastrutture locali;
5) Adozione di sistemi di certificazione per le destinazioni e gli operatori, finalizzata a promuovere una gestione responsabile dei flussi e a ridurre l’impatto ambientale e il consumo delle risorse;
6) Creazione di tavoli di ascolto permanenti e partecipati, aperti alla cittadinanza, per raccogliere istanze e monitorare gli effetti del sovraffollamento turistico;
7) Diversificazione dell’offerta turistica per ampliare il target di visitatori e ridurre la concentrazione nei periodi di alta stagione;
8) Rimodulazione delle attività promozionali: rallentare la comunicazione su località già sovraesposte e incentivare la promozione nelle stagioni “intermedie” o in occasione di eventi mirati, per attrarre un pubblico più selezionato;
9) Disincentivazione dell’escursionismo organizzato di massa, che genera sovraffollamento, criticità nella gestione dei rifiuti e dei servizi e un limitato impatto economico positivo sul territorio;
10) Diffusione di un vademecum per i visitatori, con indicazioni chiare su comportamenti responsabili e regole da rispettare nelle località ospitanti.

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