Emergenza idrica, c’è il rischio razionamento. Il punto con Helga Fazion
Le temperature medie di stagione sono elevate e all’orizzonte non si vedono grosse precipitazioni in arrivo. Il sistema idrico nazionale è sempre più in sofferenza ed è necessario rivedere e ripensare il nostro consumo di acqua, risorsa non infinita. A descriverci uno scenario aggiornato sulla questione è stata Helga Fazion, direttrice del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta.
È sempre più alta l’allerta. Attraverso il Consorzio lei ha un osservatorio privilegiato: com’è la situazione?
Per quanto riguarda il territorio che gestiamo e che ci appartiene la situazione è attualmente a luglio dell’anno scorso. Noi distribuiamo le acque superficiali, principalmente provenienti dalle risorgive. Il nostro territorio è molto ampio, siamo il più esteso del Veneto e nasciamo dall’accorpamento di altri tre consorzi elementari precedenti, e comprende aree completamente diverse tra loro in vari settori. Nella zona del Vicentino, per esempio, abbiamo acque che si infiltrano e vanno a ricaricare la falda, e quindi qui abbiamo solo ed esclusivamente agricoltura con impianti attrezzati. Nella riviera Berica abbiamo situazioni critiche, ma riusciamo ad alimentare tramite il Canale LEB, la nostra “autostrada dell’acqua”. La zona della Bassa Veronese è invece la più arida, dal punto di vista dell’acqua. Queste sono zone che normalmente hanno sempre avuto tanta acqua, ma va evidenziato che la falda va dai tre ai nove metri di abbassamento rispetto all’anno scorso, e quindi siamo preoccupati anche da questo punto di vista.
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