Emergenza Acqua: a Verona il commissario nazionale per l’emergenza idrica

Nicola Dell’Acqua, commissario nazionale per far fronte all'emergenza, è stato protagonista di un convegno a Fieragricola. Un'agricoltura meno idro-esigente e cambiamento climatico due dei temi affrontanti in occasione del 116esimo salone internazionale del mondo agricolo.

il commissario straordinario nazionale per l’emergenza idrica, Nicola Dell’Acqua a Fieragricola

Si chiude oggi la Fieragricola arrivata alla 116esima edizione. Momento di incontro e di scambio internazionale su tecnologie del settore e temi caldi come l’emergenza idrica: «L’Italia sta diventando un Paese povero di acqua ed è sbagliato parlare di siccità solo in estate, dobbiamo guardare l’aspetto meteorologico tutto l’anno e dobbiamo imparare dai paesi che, avendo poca acqua hanno fatto molta più squadra fra le istituzioni. In Pianura Padana, se non nevica, avremo sicuramente ripercussioni estive, perché siamo abituati a prendere l’acqua dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai, che però sono sempre di meno per effetto dei cambiamenti climatici. Dobbiamo capire che è cambiato il clima, d’inverno non piove più e non nevica più come una volta».

Lo ha detto il commissario straordinario nazionale per l’emergenza idrica, Nicola Dell’Acqua, protagonista del convegno L’agricoltura nel clima che cambia: acqua, agronomia, allevamento animale, scenari di adattamento al cambiamento climatico”. Fra i relatori, moderati da Rosanna Magnano di Radio 24, il professor Giuseppe Pulina, ordinario di Etica e sostenibilità degli allevamenti all’Università di Sassari, il professor Marco Borga, docente al dipartimento del Territorio, Ambiente, Agricoltura e Foreste dell’Università di Padova, Lorenzo Furlan, direttore Direzione Innovazione e sperimentazione di Veneto Agricoltura, prima della tavola rotonda alla quale prenderanno parte Anbi, Conaf, Anafibj, Anarb e Associazione italiana allevatori.

«Dobbiamo invasare più acqua, costruendo nuovi invasi e riparando la rete perché non perda, e poi fare politiche anche per la ricarica degli acquiferi – ha raccomandato il commissario Dell’Acqua -. Gli agricoltori stanno già risparmiando acqua. Servono però pianificazioni e serve tempo, perché non si può chiedere all’agricoltura di risparmiare il 50% di acqua o chiedere agli agricoltori di cambiare le colture del Paese. Faccio un esempio: il 75% dell’agricoltura irrigata si trova in Pianura Padana, dove si producono significative produzioni agroalimentari. Possiamo andare a risparmiare il 50% di acqua in quella zona? No, perché non sarebbe possibile, ma ogni agricoltore lo sa già e deve impegnarsi per risparmiare acqua».

In che modo? «In agricoltura è importante aumentare la capacità di assorbimento dei terreni e la sostanza organica in essi contenuta e per questo ci sono agricolture conservative e rigenerative che stanno prendendo piede – ha concluso Dell’Acqua –. Dobbiamo cambiare l’agricoltura e incrementare la quantità di sostanza organica nel terreno, così trattiene più acqua ed è meno idro-esigente».