Dalla Valpolicella un messaggio chiaro: «Pronti a investire nelle comunità energetiche»

Si è svolta ieri sera a Sant’Ambrogio di Valpolicella la nuova serata dedicata alle CER. Dal 28 febbraio, inoltre, è disponibile la mappa nazionale per individuare le aree da destinare a questo strumento. I consiglieri regionali Andreoli e Lorenzoni: «Avanti su questa strada».

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È stata l’elegante Villa Brenzoni Bassani, in Viale del Marmo 9 a Sant’Ambrogio di Valpolicella, ad ospitare ieri sera alle 18 il convegno dal titolo “Valpolicella Sostenibile”, organizzato da Verona Network in collaborazione con l’istituto bancario a credito cooperativo presieduto da Daniele Maroldi ed Engie, player mondiale di luce e gas, servizi di efficienza energetica e sostenibilità per utenti domestici, condomini, imprese ed enti.

L’evento era patrocinato da Verona Stone District, Asmave e Comune di Sant’Ambrogio. Ad inaugurare la serata è stato il sindaco Roberto Albino Zorzi, il quale ha ricordato come l’amministrazione comunale sia già da tempo attenta ai temi che riguardano la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico, avendo sostituito gran parte dell’illuminazione pubblica con tecnologia LED, e si è detto favorevole nell’incentivare lo strumento delle CER perché «rappresentano un modello interessante sul piano economico e sociale».

Il presidente della BCC Valpolicella Benaco Banca, Daniele Maroldi, ha ricordato l’origine e la mission di un istituto di credito come il loro, che sono quelle di «essere vicini al territorio, alle imprese e ai cittadini, favorendo modelli aggregativi e di coesione sociale, anche per questo le comunità energetiche sono parte degli obiettivi non solo della singola banca, ma di tutto il Gruppo Iccrea, di cui Valpolicella Benaco fa parte».

Filiberto Semenzin, presidente di Verona Stone District ha sottolineato come «il settore del marmo sia impegnato da anni in un cambiamento radicale dei processi produttivi», e come le aziende, «fortemente penalizzate dai recenti rincari energetici» abbiano sviluppato «una sensibilità diversa, molto più attenta, nei confronti dei temi che riguardano l’ambiente».

Il consigliere regionale Marco Andreoli ha spiegato i motivi che hanno portato alla nascita della legge regionale n.16 del 5 luglio 2022 sulle Comunità Energetiche: «È stata approvata all’unanimità è non era scontato che accadesse, questo a testimonianza che la politica, quando ci sono temi seri e urgenti, sa fare anche sistema».

«Certo – prosegue Andreoli – non sono cifre roboanti, abbiamo stanziato 500 mila euro per il prossimo biennio destinato alla promozione di questo modello aggregativo che consente ai territorio di avere una propria autonomia energetica e, al contempo, di mettere in moto delle sinergie virtuose tra imprese, amministrazioni locali, cittadini, associazioni»

Il consigliere e professore universitario Arturo Lorenzoni haposto l’accento sul ruolo che le amministrazioni comunali potrebbero e dovrebbero avere in questa fase di lancio: «Sindaci, siete oggi più che mai punto di riferimento per i vostri cittadini. – ha detto LorenzoniAvete l’autorevolezza e la serietà per farvi portatori di un cambiamento epocale che riguarda il nostro approccio nei confronti di una risorsa, l’energia, che consideravamo illimitata. Così non è, e lo abbiamo capito negli ultimi mesi. Siate voi promotori di un modello virtuoso come quello delle CER che restituiscono valore al vostro comune».

Lorenzoni ha commentato anche l’uscita il 28 febbraio scorso, sul sito di e-distribuzione, della mappa nazionale delle aree individuate dal GSE entro le quali possono essere realizzate delle comunità energetiche: «C’era una scadenza imposta proprio entro quella data e magicamente il 28 è uscito questo riferimento importante che ci permette di delineare ancora meglio i confini di sviluppo di questo modello. – ha concluso il consigliere comunale – Il mio invito è di credere a questa opportunità, ci sono delle risorse importanti derivanti anche dal PNRR, possiamo finalmente dare un segnale reale di cambiamento nel nostro Paese».

Nella secondaparte dell’incontro è stato presentato da parte di Riccardo Tessari il modello di cooperativa fotovoltaica WeForGreen Sharing, che raggruppa al suo interno oltre 1300 soci e che ha concesso la possibilità a tante persone di accedere ai benefici economici e ambientali, fin dal lontano 2011, a tutte quelle persone per una serie di motivi non avevano, e non hanno, la possibilità di installare sul proprio tetto un impianto fotovoltaico.

Gianluca Benelli, direttore Area Nord Est PA & BtoT Engie Servizi Spa, gruppo leader della decarbonizzazione e dell’efficienza energetica per pubbliche amministrazioni, aziende e privati cittadini, ha sottolineato la necessità di attivare dei cosiddetti “PPP”, percorsi di Partenariato Pubblio Privato attraverso la partecipazione attiva del settore, appunto, privato in tutte le fasi della realizzazione dell’infrastruttura e dell’erogazione dei servizi legati a una comunità energetica: «Un’amministrazione locale, specie se di piccola o media dimensione, non ha la forza economica o le risorse per dar vita a progetti di questo tipo, ecco che l’apporto di capitale privato può portare a un punto di equilibrio per raggiungere l’obiettivo».

Simone Lavarini, vicedirettore generale vicario Valpolicella Benaco Banca, ha ricordato l’articolo numero 2 dello Statuto della banca, che già oltre un secolo fa conteneva l’aggettivo “sostenibile”: «Non è un momento facile per le banche, gli affidamenti bancari sono diminuiti in Italia rispetto all’anno scorso di un 4,4% e questo significa che ci sono meno disponibilità, per un aumento generale dei cosi, e, d’altro canto, più scrupolosità nello scegliere i progetti e le realtà da finanziare. Tra queste, sono favorite quelle che rispettano i cosiddetti criteri ESG e che favoriscono la nascita di progetti come quelli rappresentati dalle CER».

Ha concluso la serata Gabriele Nicolis, direttore generale di ForGreen Spa SB, il quale ha ripreso da Tessari l’esperienza cooperativa preannunciata da Tessari. «E’ un modello che funziona e che ci permette di uscire da un circuito tradizionale di approvvigionamento dell’energia sottoposto a troppi fattori non prevedibili. Le comunità energetiche, per loro natura, garantiscono stabilità ed è quello di cui hanno bisogno in questo momento imprese e famiglie».

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