Caro energia, le RSA scaligere denunciano: «Siamo al collasso»

Le strutture sanitarie della provincia di Verona denunciano l'insostenibilità dei rincari energetici che sono costrette a subire, oltre ad altre problematiche come la carenza di personale e il poco aiuto ricevuto da parte del PNRR.

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L'istituto Pia Opera Ciccarelli

Caro energia, le RSA scaligere denunciano: «Siamo al collasso»

Le Case di riposo della provincia di Verona, dopo due anni di sofferenza sanitaria, organizzativa ed economica, ora si trovano a dover affrontare l’ennesima emergenza dovuta al rincaro esorbitante, dal mese di luglio 2022, delle bollette dei consumi energetici di luce e gas

Come evidenziano le RSA stesse: «I rincari si registrano mediamente per la componente energia di circa il 300%. Tali spese risultano insostenibili nei bilanci degli enti, già in difficoltà per le ragioni  sopra esposte. Probabilmente se le cose continueranno in questo modo, le Case di riposo si vedranno costrette a prevedere nel bilancio di previsione dell’anno 2023 aumenti sicuramente superiori agli cinque euro al giorno per le rette degli ospiti». 

«Questo produrrà un costo medio annuale a famiglia aumentato di circa duemila euro,  che metterà in difficoltà la quasi totalità delle famiglie, già a loro volta poste in  situazione critica dall’andamento generale dell’aumento del costo della vita», aggiungono.

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Le istanze nel dettaglio

Dott.ssa Manuela Tomasi (Presidente della Conferenza dei Presidenti degli Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza della provincia di Verona)

«Ancora una volta gli Istituti per l’assistenza agli anziani sono stati esclusi dal decreto sostegni. Gli aumenti per i rincari energetici non ci lasciano alcuna possibilità di scelta: senza un aiuto nazionale, programmato, di sostegno al nostro settore, saremo obbligati a incidere sulle rette di degenza, consapevoli che ciò inciderà su bilanci familiari gravati da spese insostenibili a lungo termine, forse anche a breve termine, per i cittadini. Diversamente i consigli di amministrazione si vedranno costretti a tagli sui costi che significheranno minori servizi per arrivare fino alla chiusura di reparti delle  strutture stesse o anche totale, con una ricaduta inevitabile sul Sistema Sanitario  Nazionale, al quale si rivolgeranno senza soluzione di continuità i nostri ospiti, bisognosi di cure». 

Operazioni di valutazione dei possibili risparmi energetici all’interno degli enti sono già  state avviate da diversi mesi nella quasi totalità degli enti, come anche la ricerca di fonti di energetiche alternative. Tali operazioni tuttavia richiedono tempi piuttosto lunghi e fondi che spesso gli enti non hanno disponibili, perché erosi dai costi che si sono sostenuti in questi anni di difficoltà. È necessario dal punto di vista territoriale che gli enti pubblici si sostengano a vicenda  ritrovando quello spirito di comunità che è alla base del vivere civile. Solo il confronto  e la cooperazione possono essere la via d’uscita per questa drammatica criticità».  

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Dott.ssa Maria Mastella (Presidente della Fondazione O.A.S.I. di San Bonifacio).

«È certamente drammatica e ultima in ordine di tempo la crisi determinata dagli aumenti inarrestabili del prezzo di luce e gas che sta mettendo in ginocchio i nostri enti, ma questa crisi si inserisce in un contesto di progressivo impoverimento del nostro settore, presente da tempo sia sul piano economico che sul piano culturale. Abbiamo visto il rinnovo di almeno due contratti di lavoro senza che la quota di rilievo sanitario erogata dalla Regione a favore degli anziani ospiti delle nostre RSA venisse aumentata. Gli standard assistenziali sono immutati da anni, anche se quasi tutte le nostre  organizzazioni lavorano, oggi, con standard di personale più alti».

«Inoltre il continuo turnover di operatori e infermieri, che per la maggior parte, a un certo punto, optano per andare a lavorare negli ospedali, impoverisce le nostre dotazioni di personale, non solo dal punto di vista numerico, ma dal punto di vista qualitativo, dovendo continuamente ritornare su una formazione specifica per  garantire competenze e sicurezze. Soprattutto si fatica a trasmettere il modello organizzativo e, con esso, i valori di cui sono depositari i nostri enti, valori che guidano l’approccio all’anziano, che influiscono  sulla presa in carico di ospiti e familiari, nonché del contesto sociale in cui essi vivono».

Mons. Cristiano Falchetto (Presidente Pia Opera Ciccarelli di San Giovanni Lupatoto)

«Il caro energetico è solo l’ultimo dei problemi che sta minando alla base la  sostenibilità delle le strutture socio-sanitarie, alcune centenarie, di servizio alle persone più fragili». I punti evidenziati da Falchetto sono infatti: 

  • Carenza di personale medico, infermieristico e assistenziale;
  • il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in cui i centri servizi socio sanitari/RSA;
  • la legge di riforma della non autosufficienza ancora in alto mare;
  • una riforma del terzo settore che, nello specifico, con l’abrogazione della disciplina delle Onlus, vedrà la scomparsa del riconoscimento e premialità che lo Stato attribuiva agli enti capaci di operare a favore dei bisogni derivanti dalle grandi fragilità;
  • i decreti legge contenenti le misure urgenti in materia di politica energetica nazionale che non considerano le RSA tra i destinatari degli aiuti statali.

Falchetto aggiunge: «Questi segnali non possono non farci pensare, come minimo, a una visione parziale del complesso mondo degli enti del terzo settore da parte dei decisori, fino a far presumere una precisa volontà di smantellamento dell’attuale sistema socio sanitario residenziale facendo confluire il gravoso tema della gestione della non autosufficienza su due entità quali la famiglia e l’ospedale con considerevoli e tragiche conseguenze sia sociali che di sostenibilità economica, considerando che in ospedale il costo medio giornaliero  per la degenza di un paziente è stimato intorno agli 800 euro». 

Dott.ssa Adelaide Biondaro (Direttore dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona e  Componente del Coordinamento dei Centri Servizi che insistono sul territorio  dell’Azienda ULSS 9 Scaligera)  

«In qualità di rappresentante di tutte le RSA che insistono sul territorio dell’Azienda ULSS  9, sottolineo come la criticità energetica sia stata posta ormai su tutti i tavoli istituzionali, senza aver avuto – finora – alcuna soluzione concreta. È del tutto evidente che il grido di allarme dei Presidenti non è sufficiente a richiamare l’attenzione sul  problema. Spero che anche i familiari degli ospiti, che rischiano di pagare a prezzo carissimo le conseguenze della crisi energetica, si coordinino e facciano sentire la loro voce. Speriamo che le numerose analisi e proposte finora  formulate, possano trovare celermente riscontro a livello politico e istituzionale».

Gianluigi Mazzi (Presidente del Comitato dei Sindaci Azienda Ulss 9 Scaligera e Sindaco del Comune di  Sona). 

«Il ruolo delle Rsa nell’assistenza socio sanitaria agli anziani e alle persone fragili non può essere messo in discussione da speculazioni e rincari energetici, esattamente come non si può chiedere alle famiglie né di sobbarcarsi un aumento delle rette né tantomeno i disagi conseguenti a un’interruzione delle attività e alla privazione di servizi essenziali. Le Rsa hanno, e sempre più avranno, un impatto sociale rilevante per i nostri territori con l’aumento dell’età media della popolazione. Come ci ricorda Papa Francesco, “oltre ai parenti, è la comunità che si deve prendere cura degli anziani”. Bene, chiediamo a Regione e Governo di farsi carico di aiutare questo comparto punto  di riferimento essenziale per le famiglie e le Amministrazioni».

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