Biometano e comunità energetiche: un binomio possibile

L'amministratore delegato di Femo Gas SpA, Stefano Svegliado, ha illustrato limitazioni e vantaggi di biogas e biometano, e il potenziale legame che possono costituire con lo strumento delle comunità energetiche.

biogas Veneto biometano

Stefano Svegliado, AD di Femo Gas Spa, ha fatto il punto ai nostri microfoni in merito al mondo del biogas e del biometano, e al potenziale legame che possono costituire con lo strumento delle comunità energetiche.

Di cosa si occupa Femo Gas SpA?

Femo Gas è un’holding di partecipazioni che lavora esclusivamente nel settore delle energie rinnovabili derivanti da prodotti delle filiere agrozootecniche. È proprietaria e controlla in maggioranza una serie di società operative. L’attenzione particolare che abbiamo è che lavoriamo esclusivamente con matrici agricole, quindi per scelta statutaria non operiamo con nulla che abbia a che fare con il mondo dei rifiuti. Nei nostri impianti dunque non entra alcun tipo di matrice che possa essere considerata un rifiuto. Questo per due motivi: uno è la sicurezza e la serenità di poter operare in un contesto che riteniamo più adeguato per quanto riguarda le energie rinnovabili; il secondo motivo è per non andare potenzialmente a contaminare la biomassa agricola con dei rifiuti che impedirebbero la restituzione in agricoltura del digestato, che è il sottoprodotto della digestione anaerobica.

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Si parla poco di biogas e biometano, a differenza di altre fonti rinnovabili. Come mai, secondo lei?

Diciamo che il biogas e il biometano sono filiere particolari. Il biogas ha avuto una buona diffusione nell’arco di tempo tra il 2008 e il 2012, quando gli incentivi permettevano le aziende agricole di trovare una forma di reddito alternativo dalle loro entrate principali. È un sistema molto frammentato e che difficilmente riesce a raggiungere i grandi numeri, mentre per esempio un singolo impianto fotovoltaico o eolico riesce a raggiungere potenze molto grandi, a differenza del biogas. Perciò è una logica di approccio al rinnovabile completamente diverso. una specifica certamente intensivo della produzione. Inoltre, anche le leggi non sono molto chiare. I decreti attuativi recentemente pubblicati per quel che riguarda l’applicazione del biometano sono abbastanza confusi e difficili e perciò richiedono delle specializzazioni che il mondo agricolo difficilmente ha. Oggi come oggi, infatti, gli impianti di natura agricola sono circa una ventina in tutta Italia. Sono proprio due mondi completamente separati.

Quali sono invece i vantaggi del biogas e del biometano?

I vantaggi di gas metano sono di tre tipi. Il primo è quello che permette la possibilità di impianti esistenti di non cessare la loro vita con il termine della convenzione con GSE, che ogni azienda agricola possiede. Il secondo è quello di poter appunto creare in modo diffuso una generazione di energia rinnovabile come il biometano. Il terzo è quello di rappresentare una fonte di reddito per le aziende agricole, che altrimenti oggi sarebbero in difficoltà. Il biometano permette dunque di avere quest’importante opportunità economica.

Mercoledì, a Pozzoleone, si terrà un convegno proprio su quest’argomento, nel quale sarà relatore. Quali saranno i focus principali?

Tra i focus principali spicca sicuramente la volontà di dimostrare che la zootecnia non costituisce un problema per quel che riguarda l’emissione della CO2. Vogliamo quindi dimostrare, anche su base scientifica, che gli allevamenti possono essere un grande motore sia per la produzione di energie rinnovabili, come il biometano, e contemporaneamente diventano dei “centri di sequestro” di CO2. Quindi addirittura non viene emessa anidride carbonica, diventando di fatto carbon negative. Questi convegni di solito tendono inoltre a mettere in rete tutta una serie di aziende che hanno l’opportunità di poter sviluppare degli impianti fotovoltaici e, utilizzando il principio delle comunità energetiche, possano condividere l’energia elettrica prodotta. In sintesi, dunque abbiamo degli animali che, stando sotto le stalle, producono metano, che diventa energia che può essere messa in rete con le comunità energetiche.