Arriva a Bure “L’Alveare che dice sì” per una spesa a Km 0
Un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando internet e la sharing economy: questa l’idea alla base de L’Alveare che dice Sì!, che domani, 10 novembre 2022, arriva a Bure (frazione di San Pietro in Cariano).
Combinare tecnologia e agricoltura sostenibile per accorciare la filiera, e permettere a chiunque di fare la spesa online direttamente dai piccoli produttori del territorio: L’Alveare che dice Sì! è il progetto che sta diffondendo in Italia un modello di acquisto etico e sostenibile. Tramite la piattaforma Alveare che dice sì, chiunque può fare la propria spesa direttamente dai piccoli produttori del territorio sostenendo così l’economia locale e il consumo di prodotti freschi, genuini e a chilometro zero. La rete degli Alveari ha già conquistato più di 160mila consumatori su tutta Italia, e il prossimo 10 novembre, inaugura un nuovo punto a Bure.
Il concept degli Alveari
Un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando internet e la sharing economy: questa l’idea alla base de L’Alveare che dice Sì!, progetto nato in Francia nel 2011 e sviluppatosi rapidamente in tante regioni d’Italia, e che apre ora a Bure (questo il link per iscriversi). L’Alveare che dice Sì! è una piattaforma online che permette una distribuzione più efficiente dei prodotti locali, per dar vita a un modello di impresa sociale: la piattaforma di vendita favorisce infatti gli scambi diretti fra agricoltori locali e comunità di consumatori, che possono vendere online e ritrovarsi una volta alla settimana in mercati temporanei a Km 0,conosciuti come Alveari. Ad oggi sono più di 260 gli Alveari presenti in Italia, e tremila i produttori che li riforniscono.
L’Alveare Bonafini a Bure
Il luogo che, dal 17 novembre, ospiterà la distribuzione settimanale della spesa è la Azienda Agricola Bonafini, in Via Giacomo Leopardi dove ogni giovedì dalle 18 alle 19 la gestrice Veronica vi accoglierà insieme ai produttori. Sono già più di 10 le piccole aziende locali che si sono iscritte all’Alveare, proponendo un’offerta di prodotti molto varia: frutta, verdura, carne bovina, di pollo e coniglio, formaggi e uova ma anche pane casereccio, succhi di frutta, conserve e vino. I produttori associati sono stati selezionati nel pieno rispetto del chilometro zero: distano infatti in media 17 km dall’Alveare.
Domani, a partire dalle 17, la gestrice e i produttori dell’Alveare si presenteranno con una piccola degustazione inaugurale aperta a tutti, iscritti e non. È possibile iscriversi gratuitamente all’Alveare Bonafini di Bure a questo link.
Come funziona L’Alveare che dice Sì
I produttori locali si iscrivono al portale www.alvearechedicesi.it e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, carne, formaggi. I consumatori che si registrano sul sito possono acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma, senza abbonamenti o minimi d’ordine.
Il ritiro dei prodotti avviene settimanalmente nel giorno della distribuzione organizzata dal gestore dell’Alveare, cioè colui che ha preso l’impegno di tenere il contatto con gli agricoltori e che si occupa di pianificare eventi, aperitivi e visite guidate nelle aziende dei produttori per creare un vero network di relazione e conoscenza diretta. Chiunque può diventare gestore di un Alveare: dal libero professionista all’impiegato, dal pensionato allo studente.
La gestione di un Alveare è un’attività complementare che prevede una remunerazione che può diventare interessante come reddito complementare; una professione della nuova Gig economy che per qualcuno è già diventata unica occupazione, permettendo al gestore di “vivere di Alveare”.
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