Alluvioni e siccità, un convegno per indagare le soluzioni per il territorio veronese
di Redazione
Di Rosa di Cagno
Le recenti alluvioni in Emilia Romagna hanno acceso il dibattito sulla sicurezza idrica anche nella provincia di Verona. “Come immagazzinare l’acqua per difenderci da inondazioni e siccità. Proposte e soluzioni per il territorio veronese” è il titolo del convegno promosso giovedì 25 maggio, alle 20.45 al teatro comunale di Sant’Anna d’Alfaedo e organizzato dal consigliere regionale Marco Andreoli, di recente rieletto presidente della Terza Commissione della Regione Veneto in ambiti come Politiche agricole, Forestali e dell’Energia.
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«Le inondazioni e la siccità sono purtroppo fenomeni sempre più frequenti e collegati tra loro. La crisi idrica rende il terreno secco, come fosse una lamina, facendo perdere la capacità di assorbimento dell’acqua. Abbiamo la responsabilità di intervenire oggi, individuando le soluzioni in grado di metterci al riparo da pesanti crisi future» afferma Andreoli. «L’evento sarà l’occasione per mettere esperti a confronto, con l’obiettivo di interrogarci sui progetti attuabili nel territorio veronese».
Al convegno interverranno anche Cristina Guarda, consigliera regionale e Vicepresidente Terza Commissione, Ermanno Anselmi, Presidente Gal Baldo – Lessinia, Paolo Tarolli, professore ordinario di Idraulica Agraria Università degli Studi di Padova e Paolo Gurisatti, direttore Fondazione Palazzo Festari IPA Alto Vicentino.
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«Durante l’incontro inquadreremo il fenomeno della siccità da un punto di vista statistico, con un focus sui sistemi di immagazzinamento dell’acqua e un approfondimento su alcuni casi pratici che stanno facendo scuola, come gli interventi non invasivi, ma ancora poco conosciuti, che sono stati effettuati in certe aree prealpine per consentire all’acqua di ricaricare la falda. Sarà l’occasione, inoltre, per un confronto sull’approvvigionamento idrico delle malghe, con le dorsali che verranno realizzate su iniziative dei Comuni. L’impegno della Regione Veneto va in questa direzione: salvare il territorio della montagna significa tutelare anche chi è a valle», conclude Andreoli.

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