Prove Invalsi, Potere al Popolo: “No alla scuola dello sfruttamento”

Martedì 29 gennaio all’Istituto G. Marconi si svolgerà una conferenza tecnica sugli aspetti organizzativi delle prove INVALSI, in programma per le classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado. Il commento di Potere al Popolo

Il comunicato di Potere al Popolo!:

Si tratta dell’ennesimo passaggio teso a trasformare la scuola in una fabbrica di competenze che deve limitarsi a misurare, quantificare e profilare gli studenti mediante una certificazione utile a catalogarli come manodopera più o meno pregiata, più o meno docile, da immettere sul mercato del lavoro. Il combinato disposto tra didattica per competenze, alternanza scuola-lavoro e test INVALSI, rappresenta la compiuta realizzazione della scuola-azienda al servizio delle imprese e non di una crescita complessiva degli studenti. Un modello di istruzione vagheggiato dagli industriali europei fin dagli anni Ottanta e messo in pratica dalle politiche e dalle raccomandazioni dell’Unione Europea. Le cosiddette competenze chiave europee, prontamente recepite dall’ordinamento italiano, altro non sono che formule per la produzione di manodopera flessibile, disposta ad essere sfruttata, spremuta e continuamente valutata sul mercato dei lavoratori.

La scuola per competenze testata dall’INVALSI è solo il punto terminale di un percorso ideologico di addestramento alla competizione, allo sfruttamento, alla flessibilità. Un processo in cui si insegna agli studenti a rinunciare a percepirsi come soggetti di diritto per trasformarsi in merce sempre pronta ad essere valutata in termini di profittabilità d’impresa. Dietro la retorica delle competenze e dell’auto-imprenditorialità si nascondono le forme più tipiche della precarietà: gig economy, mini job, politiche attive del lavoro che costringono giovani e disoccupati ad accettare condizioni di vita e di lavoro umilianti e insostenibili.

Potere al Popolo! lotta per un modello di istruzione alternativo a quello INVALSI e dell’alternanza scuola-lavoro. Immaginiamo una società radicalmente diversa, in cui studenti e lavoratori vengano prima del profitto; una società in cui solidarietà e uguaglianza prendano il posto di individualismo e competizione; una società che garantisca il diritto allo studio e al lavoro di tutti e che non degradi lo studente e il lavoratore a merce da comprare, vendere o spostare secondo le mere logiche del mercato.

Per queste ragioni diciamo NO ALL’INVALSI! NO ALLA COMPETIZIONE! NO all’intero impianto della scuola per competenze!