Verona Fablab, porte aperte al laboratorio sperimentale per l’innovazione

Questa sera, a partire dalle ore 18 nella sede di Viale del Lavoro 2 a Grezzana, il quinto Open Day dell’Associazione Verona Fablab che, per l’occasione, presenterà in anteprima il primo bilancio sociale a quattro anni dalla fondazione.

Tutto pronto nella sede di Grezzana del Verona Fablab per il quinto “Open Day” che si svolgerà questa sera a partire dalle ore 18 in Viale del Lavoro 2. Una quinta edizione di un porte aperte atteso, in particolare dai giovani, in cui è possibile scoprire le iniziative e i corsi programmati per la nuova stagione e, al contempo, presentare idee e progetti che vanno incontro ai temi più innovativi, dalla smart city all’intelligenza artificiale, dall’internet of things al bitcoin e alla blockchain.

Novità di quest’anno, la presentazione da parte del direttivo dell’associazione, del primo bilancio sociale, ovvero un resoconto di tutte le attività svolte dalla fondazione, avvenuta nel 2014, e la ricaduta sociale che queste hanno avuto sul territorio. Ne abbiamo parlato con Riccardo Bertagnoli, presidente del Verona Fablab.

Presidente, un nuovo Open Day che diventa occasione per fare un bilancio di questa scommessa lanciata quasi cinque anni fa…

Proprio così. L’Open Day è un’occasione straordinaria che mettiamo in programma ogni anno per presentare da un lato la programmazione dei corsi e delle attività della stagione che sta per iniziare, ma al contempo per raccogliere dai partecipanti idee e spunti da condividere e da sviluppare insieme. Come diceva lei, un’occasione anche per tracciare un bilancio di quanto svolto finora. Molto spesso, infatti, si lavora a testa bassa perdendo di vista la dimensione e la quantità di iniziative realizzate. Dopo quattro anni abbiamo deciso di mettere su carta alcuni numeri anche per ripagare la fiducia dei soci fondatori, delle aziende, delle persone che nel 2014 hanno creduto in noi e ci hanno permesso di realizzare questa palestra del lavoro che oggi preferiamo chiamare, viste le evoluzioni, laboratorio sperimentale per l’innovazione.

Ci può dare qualche anticipazione, qualche dato?

Lo scorso anno abbiamo organizzato 24 corsi con tematiche che spaziano dall’elettronica alla sartoria, dal CAD all’estrazione di oli essenziali, dalla stampa 3D alla birrificazione. In totale abbiamo erogato 151 ore di corso a 197 partecipanti e generato quasi 1500 ore totali di formazione.

Con quali risultati?

L’85 per cento dei partecipanti ha dichiarato che i corsi sostenuti hanno soddisfatto in pieno le aspettative. In particolare il 70 per cento ha dichiarato di avere un livello basso di conoscenza della materia prima del corso, percentuale scesa al 7 per cento dopo il percorso di formazione.

Oltre ai corsi il Verona Fablab si distingue anche per gli eventi aperti al pubblico…

Sì. Sempre lo scorso anno abbiamo organizzato 18 eventi divulgativi gratuiti aperti anche a i non associati a cui hanno partecipato 680 persone, generando complessivamente 1869 ore di formazione. Questi eventi sono stati resi possibili grazie al contributo di 48 associati che hanno donato 132 ore del loro tempo.

Quali tematiche avete affrontato in questi incontri?

Le tematiche hanno toccato principalmente temi legati alla tecnologia. Si  parlato, ad esempio, di bitcoin e blockchain, di intelligenza artificiale, di internet of things. Alcuni eventi hanno avuto un successo particolare, come quelli che presentavano modelli di organizzazione del lavoro con modalità Agili e Lean (Kanban).

Il Fablab, così come lo avevate pensato quasi cinque anni fa, ha rispettato le attese in ambito occupazionale?

Abbiamo monitorato costantemente le persone che hanno frequentato corsi di formazione presso la nostra sede e molte di queste hanno trovato un’occupazione.

Forse perché siete “verticali” sul mondo del lavoro?

Probabilmente sì. Riceviamo idee, avviamo progetti e attività sulla base della richiesta del mondo del lavoro. Su quello che le aziende chiedono o di cui pensiamo possano aver bisogno.

E allo stesso tempo parlate “la lingua dei giovani”…

Anche. In effetti i ragazzi e le ragazze che frequentano i nostri spazi si sentono a proprio agio e collaborano volentieri al raggiungimento di un risultato condiviso.

Avete lavorato bene anche sul fronte istituzionale in questi anni…

Abbiamo vinto un bando regionale qualche anno fa che ci ha fatto conoscere in Regione. A dar man forte a questo aspetto più istituzionale è arrivato anche il progetto FabCube, che riunisce sei fablab veneti. Con la forza della rete abbiamo ampliato la nostra forza d’azione attirando l’attenzione di grandi realtà come Cattolica Assicurazioni, Fondazione Cariverona…

Con FabCube l’anno scorso avete lanciato RocketCube…

Sì, un progetto che ha coniugato idee di start up e mondo del lavoro con ottimi risultati. Quest’anno avvieremo due progetti di formazione in collaborazione con Megahub, il fablab di Schio, sull’orientamento al lavoro.

A chi si rivolge questo progetto?

Agli studenti di terza e quarta superiore. Coinvolgeremo circa 300 scolari suddivisi nelle due città. Un percorso di alternanza di 100 ore per studente, di cui 50 di formazione e 50 con un project work da realizzare in azienda. Allo stesso tempo ci rivolgiamo ai cosiddetti “neet”, giovani che, per una serie di motivi, non sono impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione. Abbiamo l’obiettivo di formarne 20 e di facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro per mezzo di nuove competenze acquisite.

Un suo bilancio personale: soddisfatto di quanto fatto finora?

Molto. Verona FabLab è nata come una scommessa di poche persone. Dal 2014 ad oggi i tesserati sono stati oltre 700 e sono 300 quelli che ogni anno rinnovano l’iscrizione. Una bella realtà, a cui hanno creduto in molti come ho ricordato all’inizio, che speriamo possa crescere ancora. Un ringraziamento particolare al direttivo, composto di 15 persone, che assieme a me cerca di mettere in campo ogni giorno passione, serietà e attenzione nei confronti di giovani.

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