La produzione dell’Astaxantina, la molecola dalle proprietà antiossidanti

Il docente dell’ateneo veronese, Matteo Ballottari, insieme al Center for Nano Science and Technology dell’Istituto italiano di tecnologia di Milano e al Politecnico di Milano, ha svolto una ricerca sulla produzione della molecola antiossidante naturale Astaxantina. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.

È stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports, del gruppo Nature, la ricerca sui meccanismi di produzione dell’Astaxantina, un pigmento, prodotto da microalghe fotosintetiche, che contiene forti proprietà antiossidanti. La ricerca, coordinata da Matteo Ballottari, docente di Fisiologia vegetale all’Università di Verona e realizzata insieme al Politecnico di Milano e al Center for Nano Science and Technology dell’Istituto italiano di tecnologia (CNST – IIT Milano), ha permesso di comprendere i motivi che stanno alla base della bassa produttività osservata in colture di alghe che producono Astaxantina.

I risultati ottenuti permettono di delineare innovative strategie biotecnologiche per aumentare la produzione di Astaxantina in microalghe o ingegnerizzare piante superiori per produrre questo pigmento e sono in via di studio applicazioni di questa molecola come agente anti-tumorale, anti-infiammatorio e per la protezione della pelle dai raggi UV.

Oggi la produzione di questa molecola richiede costi elevati da parte del mondo industriale perché è possibile ottenerla in quantità molto basse. La produzione industriale di Astaxantina si basa essenzialmente sulla coltivazione in “fotobioreattori” (contenitori chiusi esposti alla luce del sole) di Haematococcus pluvialis, una microalga di acqua dolce che accumula alti livelli di Astaxantina) in condizioni di “stress” quando, cioè, le cellule si trovano a dover fronteggiare condizioni avverse come alta temperatura, carenze nutrizionali o alta salinità.

L’attività di ricerca è stata svolta all’interno di un progetto quinquennale, iniziato nel 2016, denominato Solenalgae finanziato per quasi 1.5 milioni di euro dall’European Research Council, prestigioso programma di sovvenzione della Commissione Europea, che sostiene ricercatori di eccellenza e progetti di ricerca innovativi.