Prove di futuro al convegno sulle reti e tecnologie

Relatori del convegno di Verona Network

Megatrend, scenari futuristici, modelli di interconnessione digitale, ricerca universitaria e ruolo delle imprese: questi alcuni dei temi trattati al convegno di Verona Network.

Durante il convegno organizzato dall’Associazione Verona Network presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri. Lanciato anche un progetto sulla condivisione di dati che mette a disposizione tre borse di studio studenti o neolaureati in materie economico-scientifiche.

Quanti saranno gli abitanti sulla Terra nel 2050? Ben 9,7 miliardi. Quanta anidride carbonica procapite produrremo nel 2030 per il nostro fabbisogno di energia? Circa 3 tonnellate a persona. Quanti saranno gli utilizzatori di internet nel 2025? Oltre 4,7 miliardi. E ancora, quanti oggetti connessi alla rete avremo fra trent’anni? Più di 100 miliardi.

Numeri che fanno impressione e che l’OCSE, l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha diffuso recentemente in un rapporto ufficiale che delinea i cosiddetti megatrend (proiezioni macro) a livello globale.

A presentarli, lo scorso 18 maggio presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, davanti a una platea di oltre 100 persone composta in particolare da giovani, è stato l’ingegner Marco Casagni, vice Responsabile della Direzione Committenza dell’ENEA. Casagni ha spiegato come nei prossimi decenni l’economia, il lavoro e la produttività si sposteranno, e avranno un tasso di sviluppo maggiore, nei paesi asiatici quali la Cina e l’India e che tra trent’anni, nel mondo, il 70% delle persone vivrà nei grandi centri urbani e nelle metropoli.

Innovazione tecnologica che nei Paesi OCSE sostituirà il 10% del lavoro svolto da persone attraverso i processi di automatizzazione, ma che allo stesso tempo garantirà nuove opportunità che ad oggi sono difficili anche solo da immaginare.

Un altro ingegnere, Emiliano Verga ha raccontato l’esperienza di E015, l’ecosistema digitale gratuito nato nel 2013 in vista di Expo Milano, che oggi raccoglie e mette in connessione dati di oltre 600 realtà della Regione Lombardia e di altre parti del nord Italia. Attraverso un protocollo digitale standardizzato i dati forniti dai principali enti pubblici e privati (orari dei treni, degli autobus, disponibilità di parcheggi, di bici e auto in sharing, orari di apertura musei, chiese, strutture private…), vengono messi a disposizione di tutti in un unico ambiente virtuale che favorisce lo sviluppo della cosiddetta smart city (città intelligente).

Proprio legata a E015 è l’iniziativa lanciata in questa occasione dall’Associazione Verona Network che mette a disposizione 5mila euro per finanziare tre borse di studio destinate a tre studenti dell’Università di Verona, selezionati tra i Dipartimenti di Informatica ed Economia e Commercio.

I tre giovani avranno il compito di verificare la possibilità di ricreare anche nella nostra città un “ecosistema digitale” sul modello lombardo. I risultati dell’indagine verranno presentati a ottobre.

Al convegno hanno partecipato poi anche Alessia Canteri, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, e Valentino Trainotti, direttore della Banca di Verona. E ancora Mario Pezzotti, delegato alla Ricerca dell’Università degli Studi di Verona, Bruno Giordano, vice presidente di Confindustria per le aggregazioni di filiera e startup per la crescita, Andrea Ferrarese, direttore operativo di AGSM LIGHTING S.r.L., e Andrea Coppini, Responsabile Digital & Innovation di Iccrea Banca – Banca di Verona.