ARS, il progetto del robot che opera quasi da solo

Robot in grado di operare in modo (semi)autonomo in ambienti chirurgici? L’idea e il progetto sono dell’Università di Verona, e del professor Fiorini, che hanno vinto un bando europeo per 2,75 milioni di euro.

Nasce nel dipartimento di informatica dell’Università di Verona ARS, il progetto che si propone di sviluppare una metodologia unificata per progettare robot in grado di di operare in modo semi autonomo in ambienti chirurgici. 2,75 milioni di euro di finanziamento da parte dell’European Research Council, per un bando che conta solo 11 vincitori in tutta Europa di cui due in Italia.

“Applicazioni in campo medico, in questo caso particolare, quindi si tratta di sviluppi ulteriori di software e modelli matematici che consentono di fare passi avanti nella robotica chirurgica“, commenta il rettore Nicola Sartor.

Meno fatica per i chirurghi e costo più basso degli interventi, insomma.

“Si tratta di sviluppare delle macchine che siano in grado di aiutare il chirurgo durante un intervento, e migliorare la sicurezza del paziente”, specifica l’ideatore del progetto, il professor Paolo Fiorini.

“L’autonomia ha sempre portato all’aumento di posti di lavoro, e non il contrario” aggiunge Fiorini, docente di sistemi di elaborazione delle informazioni, che parlerà della questione robotica anche il prossimo ottobre in occasione di TEDx Verona.Un progetto, comunque, che è riuscito a vincere sugli altri grazie all’idea innovativa sui sistemi autonomi del professor Fiorini.

“La precisione dei robot è importante al punto che la chiameremo Chirurgia 4.0“, conclude il delegato del rettore alla Ricerca Mario Pezzotti.

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