Se alla reception c’è Pepper, il robot gentile

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Ne parlavamo qualche numero fa (Pantheon 70) con Giorgio Metta dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), creatore di iCube: i robot umanoidi entreranno presto nella nostra vita, sarà più o meno come è stato per i cellulari, ci adegueremo alle nuove tecnologie e potremmo sfruttarle a nostro vantaggio.

Di Federica Lavarini

Una prova di questo è “Pepper”, il robot umanoide che a partire dalle prossime vacanze di Pasqua riceverà i clienti del Parc Hotel di Peschiera del Garda. È francese, la SoftBank Robotics, l’azienda produttrice del simpatico concierge, mentre R1, l’analogo robot umanoide dell’ITT pensato per il largo consumo e l’aiuto domestico, è al momento ancora un prototipo. Pepper è stato metaforicamente “assunto” dalla catena Parc Hotels Italia dopo il superamento di un “colloquio attitudinale”. Ovvero il sondaggio dei ricercatori del Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia inviato a 7000 clienti della catena alberghiera.

Quello che i ricercatori volevano capire dai potenziali clienti è come avrebbero recepito la presenza di un elemento di innovazione ancora estraneo all’esperienza italiana, ma già diffuso in altre importanti catene alberghiere d’oltreoceano. Le risposte mettono la curiosità come prima reazione, seguita dalla simpatia e un po’ di indifferenza. La clientela italiana è la più propensa a questa innovazione rispetto a quella tedesca (insieme raggiungono il 90% degli ospiti totali). Se Pepper viene visto bene come receptionist, per altri ruoli viene percepito come meno adeguato a causa delle difficoltà d’interazione. Presto Pepper, o Robby come lo vorrebbe chiamare chi ha partecipato al sondaggio, sarà pronto a riceverci.

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