INN Veneto: kickoff conclusi, al via le iniziative

I 14 kickoff meeting di INN Veneto iniziati lo scorso 22 novembre a Padova sono giunti alla conclusione con la giornata di venerdì 14 dicembre e lasciano ampio spazio all’iniziativa che si svilupperà nei prossimi mesi, guardando con fiducia alle opportunità del futuro.

Ad aprire i lavori di venerdì 14 dicembre, negli spazi della Cà Foscari Challenge School di Venezia, Stefania Denevi, di Direzione Formazione e Istruzione.

La parola chiave dell’ultima giornata è stata innovazione sociale: che cos’è e come raggiungerla, interessandosi ad idee che diventino imprese, per soddisfare bisogni del territorio, facendo rete, creando sinergie, operando verso l’innovazione.

Compito della Regione è quello di favorire l’innovazione, grazie anche all’azione di iniziative come INN Veneto, che si muovono nella direzione di incrementare la produttività del territorio. Tanti i partner e soggetti coinvolti, con l’obiettivo finale di giungere a creare una rete, di persone ed esperienze.

Le riflessioni sono state portate avanti dall’intervista doppia ai professori Carlo Bagnoli e Fabrizio Dughiero, moderati dal dottor Stefano Campostrini.  È innovazione sociale se ha un impatto positivo sulla società e parte dal basso: nei tempi in cui è la velocità a far da padrone, l’innovazione è la risposta, per pensare a lungo termine, in termini di sostenibilità e guardando al sociale.

L’intervento è servito anche da presentazione degli scenari e trend rispetto l’innovazione sociale, in una serie di botta e risposta che hanno visto tecnologia e strategia a confronto.

La mattinata si è anche caratterizzata per le testimonianze in diretta Skype di due esempi di cervelli italiani migrati all’estero. Patrizia Pierazzo si è collegata da Londra, dove vive e lavora occupandosi di archeologia. Dopo la laurea all’Università Cà Foscari, lavori saltuari e difficoltà nel trovare un’occupazione, ha fatto domanda al Museum of London: parla 4 lingue, si è offerta come volontaria e dopo un mese è stata assunta. Tornerebbe in Italia, ma attende la giusta opportunità. Altrettanto illuminante è stato il contributo di Alessio Cuccu che si occupa di innovazione da anni: è un ingegnere dei materiali laureato a Padova con diverse esperienze di start up alle spalle. Anche lui si trova a Londra. Queste due testimonianze dimostrano quanto sia necessario offrire più di una opportunità lavorativa a chi sceglie di tornare in Italia, ovvero un contesto, che riporti a casa le vite che si sono orientate altrove.

Una panoramica sull’uso del digitale e l’impresa del digitale è stata offerta dal dottor Francesco Arleo: indicazioni su come disintossicarsi dal digitale, presentando progetti di detox in Italia e nel mondo, creando luoghi di disconnessione. Ha evidenziato la moderna ricerca di start up che aiutino gli uomini a disconnettersi dal cosiddetto 79esimo organo umano, ovvero lo smartphone, colpevole di neonati disturbi quali l’amnesia digitale, la Nomofobia (la paura di spegnimento dello smartphone) ed altri comportamenti additivi.

Ha chiuso il convegno della mattinata il dottor Ruggero Segatto, introducendo il progetto ISRE CUBE: Incubatore per l’innovazione sociale, che si inserisce in INN Veneto. L’obiettivo principale è quello di creare una community per giovani, lavoratori e start up, attraverso processi di contaminazione ed influenze di giovani che sono stati all’estero, con grande motivazione al cambiamento.

Nel corso del pomeriggio parte delle attività di INN Veneto si sono svolte nel contesto dell’hub IUSVE CUBE di Mestre. Tra le figure presenti, Giovanni Fasoli, docente di Psicologia dello IUSVE di Venezia Mestre, che ha tenuto uno workshop sulla realtà virtuale presente nei giochi, verso un’analisi dei contenuti da un punto di vista clinico e pedagogico, per favorire una maggiore consapevolezza.

Hanno partecipato, tra gli enti presentati, i FabLab di Rovigo e di Padova, il Centro Co-Working CISL e il Centro Retica di Trichiana.

Prima delle attività di laboratorio, si è tenuto uno speech del professor Umberto Galimberti, filosofo, giornalista della Repubblica e accademico italiano. Il fulcro dell’intervento ha riguardato i valori come antidoto al nichilismo passivo. Ha parlato di problematiche dei giovani d’oggi, del disagio culturale e il futuro che non appare più come una promessa. I valori sono coefficienti sociali sui quali la società si organizza, e vengono di volta in volta adottati: oggi pare manchino scopi ed è per questo che l’innovazione potrebbe essere una soluzione valida, uno stimolo.

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