Violenza sulle donne, un incontro per ricordare le vittime di tratta

Violenza fisica, psicologica, sottile come la lama di un coltello. Questo è quello con cui migliaia di donne, ogni giorno, devono fare i conti. Tra loro anche (e soprattutto) le vittime della tratta di esseri umani che, una volta arrivate nel nostro Paese, vengono gettate sull’asfalto e dimenticate. E’ per loro che la Comunità Papa Giovanni XXIII, domani alle 21.30, terrà un momento di preghiera e riflessione in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il prossimo 25 novembre. L’incontro è in via Bresciana, sulla Strada Bresciana Bassone, teatro di due brutali omicidi ai danni di due donne.

Subiscono violenza ogni notte, a volte spariscono e nessuno se ne accorge. Sono donne come tutte le altre, ma non vengono citate quando si parla di violenza sulle donne. Sono donne negate nella loro identità e dignità, vittime di tratta. Ed è a loro che la Comunità Papa Giovanni XXIII dedica il “momento pubblico di riflessione e preghiera in ricordo di Venetita e Ioara” che si terrà il 23 novembre 2018 a Verona, alle ore 21.30 in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’incontro si terrà sulla Strada Bresciana Bassone, in via Bresciana presso area distributore DWK, dove è stata massacrata nel novembre del 2014 Venetita Niacsu, 46enne di origine romena. Il suo delitto è rimasto impunito. Poco lontano un’altra vittima Lioara Petronela Ujica, anche lei rumena, trovata morta nell’agosto 2016.

L’iniziativa rientra nella campagna Questo è il mio corpo promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, che da molti anni incontra settimanalmente sulle strade di Verona le donne, spesso ragazzine, oggetto di tratta e costrette a vendere il proprio corpo. I volontari dell’unità di strada della Comunità Papa Giovanni XXIII escono settimanalmente sulle strade di Verona, Legnago e Vicenza per incontrare le donne vittime di tratta, per offrire loro un po’ di conforto ed una via d’uscita. Sono per la maggior parte nigeriane e romene. Sono giovani, alcune di loro presunte minorenni.