Vacanza che fai, mamma che trovi

Finalmente è estate. È arrivato il momento di godersi le meritate vacanze ma adesso siamo mamme. Ammettiamolo: non sono più come quelle che facevamo prima dei figli.

Una volta bastavano un telo, la crema solare e un libro. Ora, per arrivare in spiaggia, sembra dobbiate fare un trasloco. 800mila giochi (anche se poi, vostro figlio ne userà solo uno), acqua, qualcosa da mangiare, 4 teli, 5 cambi, i cappellini, gli occhiali da sole e, perché no, anche una piscina di gomma. Appena avrete sistemato tutto sotto l’ombrellone, riempito di protezione totale i vostri pargoletti che, sistematicamente, si saranno rotolati sulla sabbia, stile cotoletta impanata, sarà già tempo di risalire: ormai il sole scotta. Di fatto, sarete stati al mare mezz’ora di orologio. E allora un dubbio vi assale: perché siamo venuti?  Come fanno le altre mamme? A seconda di dove deciderete di trascorrere le vostre “rilassantissime” vacanze in famiglia, avrete modo di osservare genitori diversi.

Sul lago di Garda, per esempio, dovrete fare i conti con le mamme nordiche, per lo più tedesche o olandesi: loro sì che sono organizzate. Di base, hanno tanti figli che si muovono prevalentemente scalzi, anche per andare al bagno, da soli e senza paura. Si portano poche cose, giochi di legno semplici e innovativi, entrano in acqua a – 20° senza fare una piega e sono il ritratto della serenità. Le olandesi poi, capelli biondi perfetti (se li tirano in campeggio con la piastra?!) sempre sulla loro bici splendente, con il mitico vagone porta bambini, dove stanno tutti zitti e buoni senza fare capricci (forse).

Vi giuro, è da quando sono rimasta incinta della mia prima figlia che sogno di averlo anch’io. Non so cosa ci possa essere di più bello! Se andrete più lontano, nel Mediterraneo, troverete mamme inglesi tranquille e più taciturne: libro, birretta e tatuaggi sono i loro elementi distintivi. Le mamme invece dell’Est Europa, in forma perfetta, con unghie lunghissime e brillanti, che io non riuscirei nemmeno ad aprire l’acqua baby di Masha e Orso, sono severe con i bimbi anche al mare. Riprendono i loro figli con fermezza e li crescono molto educati. Mancano all’appello le “mamme tigre”, definizione che trae origine da un interessantissimo libro di Amy Chua, Il ruggito della Mamma Tigre che spiega «l’ascesa della superpotenza Cina con la rigida educazione impartita dalle mamme cinesi alla prole». Credo di aver visto pochissime mamme cinesi in vacanza ma di una cosa sono sicura: i loro figli, sulla battigia, sarebbero capaci di costruire il Castello della Disney in venti minuti, copiandolo dal minuscolo marchio stampato sul secchiello di Frozen di mia figlia.

E noi come siamo? Siamo italiane, nonostante gli influssi nordici che cerchiamo di emulare, talvolta anche con successo, siamo ancora quelle che «il bagno si fa solo dopo tre ore dal pranzo» e siamo quelle che non ce la fanno a non portarsi tutto, e dico proprio tutto ciò che può desiderare nostro figlio al mare. In una ricerca sulle mamme nel mondo del Wall Street Journal si definisce quella italiana come un angelo custode. «Calorosa ed espansiva. Sempre pronta a difendere il figlio e a prendersi cura di lui. Con in più, un vantaggio incomparabile: la capacità di sfornare meravigliosi manicaretti».

P.s. Ovviamente sono generalizzazioni con cui si scherza. Buone vacanze a tutte le mamme, lettrici di Pantheon!