Università di Verona: tre borse di studio per tre ricercatrici promettenti

Tre progetti, tre ricercatrici, tre sogni che diventano realtà: l’Università degli studi di Verona riceverà tre borse di studio nell’ambito del progetto Marie Skłodowska Curie della Commissione Europea, che andranno a finanziare e sostenere tre promettenti progetti di ricerca.

di Chiara Boni

«Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo comprendere».

Un nobel in fisica nel 1903, uno in chimica nel 1911, una vita intera trascorsa a servizio della conoscenza: Marie Curie non ha certo bisogno di introduzioni e quando si parla di ricerca il suo è un esempio tra i più eclatanti. Ad onorare quella che è stata una tra le menti europee più brillanti è l’iniziativa della Commissione Europea Azioni Marie Skłodowska Curie, che ha dedicato alla scienziata polacca il progetto di formazione e sviluppo della carriera nella ricerca. Per l’iniziativa sono stati stanziati 6,16 miliardi fino al 2020 a sostegno dell’eccellenza in qualsiasi campo della ricerca, con uno sguardo rivolto all’innovazione e allo sviluppo di competenze, nutrendo i talenti dei ricercatori più promettenti. A regime il progetto Marie Skłodowska Curie finanzierà migliaia di dottorati di ricerca, diventando uno dei principali programmi europei per la formazione post-laurea.

E anche Verona si è dimostrata all’altezza: nel corso del 2017 l’ateneo scaligero riceverà tre borse di studio, per tre diversi progetti di tre promettenti ricercatrici. «Sono felicissimo che questi brillanti ricercatori abbiano scelto il nostro ateneo per la loro attività. – spiega il professor Mario Pezzotti, delegato del rettore alla Ricerca – È anche un riconoscimento da parte della Commissione Europea dell’università di Verona come luogo ideale per crescere nuovi talenti. Trovo inoltre che sia un segnale significativo che gli ambiti di ricerca premiati siano diversi tra loro e soprattutto che siano tre giovani ricercatrici a essere state selezionate per questa importante opportunità. Speriamo che ciò possa essere di buon auspicio per tutti i docenti che vorranno partecipare al prossimo bando Marie Curie, sia come ricercatori in mobilità, sia come supervisor per i ricercatori in ingresso».

 

PROGETTO 1/ LE DIGITAL HUMANITIES A SERVIZIO DELLA STORIA. progetto-marie-curieÈ con il progetto Netdis che la ricercatrice Alessandra Celati, esperta religiosa del Cinquecento italiano, si è aggiudicata la borsa di studio della Commissione Europea. La ricercatrice indagherà e ricostruirà, attraverso gli strumenti delle digital humanities, i network di relazioni, religiose e scientifiche, esistenti tra i medici eterodossi italiani. Supervisore del progetto sarà Federico Barbierato, docente di Storia moderna del dipartimento Culture e Civiltà.

PROGETTO 2/ MOLECOLE E ALTRE STORIE FANTASTICHE. Zofia Iskierko ha ottenuto la prestigiosa fellowship per il progetto Gems del dipartimento di Biotecnologie: si occuperà dello sviluppo di un chemosensore portatile per la rilevazione di glutine in alimenti, basato su unità di riconoscimento polimeriche, a stampo molecolare e di unità di trasduzione field-effect transistor. L’obiettivo finale sarà la messa a punto del prototipo di chemosensore. La ricercatrice polacca lavorerà nel Laboratorio di Stampo Molecolare del dipartimento di Biotecnologie, con la supervisione di Alessandra Maria Bossi, docente di Chimica analitica.

PROGETTO 3/ LE GEOMETRIE DEL NOSTRO FUTURO. Con il suo progetto di ricerca CuMiN, Currents and Minimizing Networks, è Annalisa Massaccesi, esperta di Teoria geometrica della misura e Pde, a ottenere la terza borsa di studio. Nell’ambito della sua ricerca, utilizzerà le correnti e altri strumenti di Teoria geometrica della misura per modellizzare oggetti singolari che non possono essere rappresentati per mezzo di sottovarietà classiche. Il progetto sarà realizzato con la supervisione scientifica di Giandomenico Orlandi, docente di Analisi matematica del dipartimento di Informatica.

La scienza è roba da donne. Lo scorso 7 marzo l’Unione Europea ha celebrato la 100.000° persona a beneficiare delle Azioni Marie Skłodowska Curie. Per celebrare questo risultato storico, sono stati selezionati 30 tra i più promettenti ricercatori e ricercatrici come esempio di eccellenza europea nella ricerca. Diciotto di loro sono ricercatrici donne. Da quando il programma è partito, oltre vent’anni fa, la quota di partecipanti donne è stata eccezionalmente alta: un risultato di cui la Commissione Europea va particolarmente fiera. Tibor Navracsics, commissario Europeo per l’Educazione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport, ha dichiarato: «Celebrare il traguardo del 100.000° fellowship Marie Skłodowska Curie è un momento importante per sottolineare l’importanza del progetto, che supporta i migliori ricercatori europei. Marie Skłodowska Curie ha contribuito a tracciare un percorso per le future generazioni di ricercatrici. Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, sono particolarmente fiero del fatto che le Azioni Marie Skłodowska Curie prestino attenzione all’equilibrio tra i generi e che più del 40% delle borse di studio sono assegnate a ricercatrici donne».