Il rally in rosa: sorelle al volante

Sorelle Benedetti

Loro sono Erika e Arianna Benedetti, sorelle di Mezzane di Sotto che hanno deciso, controcorrente, di cimentarsi con il rally pur non conoscendo niente della disciplina.

Una storia di determinazione, passione e un pizzico di follia.

di Matteo Bellamoli

CI SONO un’infinità di proverbi e dicerie che collegano donne e motori. Erika e Arianna Benedetti li hanno praticamente scardinati tutti. Perché quando hanno deciso di cimentarsi nel rally, hanno dimostrato che la determinazione e la passione nel perseguire un obiettivo sono in grado di abbattere anche i muri di gomma.

Da complete profane della materia hanno già messo alle spalle due eventi, il 2° Rally dei Colli Scaligeri e l’11° Rally della Romagna, facendo rumoreggiare l’ambiente sul loro particolarissimo debutto. La loro è una storia che va raccontata perché, essenzialmente, hanno deciso di confrontarsi con un mondo che ha ancora contorni prettamente maschili e sembra terribilmente distante dalle corde dell’universo femminile.

Invece no, hanno preso questa sfida prima di tutto contro loro stesse per dimostrare di potercela fare. Determinazione, entusiasmo e un pizzico di follia, appunto.

Come tanti coetanei hanno seguito i rally come svago assieme alla famiglia prima e agli amici poi, ma la scintilla è arrivata solo lo scorso anno, quando hanno deciso di provarci per davvero.

In un primo momento si sono iscritte al Rally Italia Talent, una formula ideata qualche anno fa che mette in palio tra giovani che non hanno mai staccato la licenza sportiva (documento obbligatorio per partecipare a manifestazioni di automobilismo sportivo) la possibilità di partecipare ad un rally a caratura nazionale.

Erika, classe 1984, si è iscritta alla categoria piloti ma non ha passato le selezioni, mentre Arianna, classe 1992, ad entrambe, e proprio nella categoria piloti è arrivata fino alla semifinale. La cosa sembrava doversi fermare lì, ma la voglia di provarci era ancora tanta.

Sorelle Benedetti e SabrinaNell’autunno dello scorso anno, quasi per caso, Erika conosce Sabrina Tumolo, pilota e istruttore di secondo livello della scuola federale Aci Sport che porta avanti privatamente anche una scuola di rally. La domanda è molto semplice: «Cosa dobbiamo fare per correre?».

Sabrina, che di esperienza ne ha da vendere e i rally li conosce come le sue tasche, forse in un primo momento rimane un po’ spiazzata, ma poi ci crede e a poche settimane dal 2° Rally dei Colli Scaligeri, che si disputa guarda caso anche dalle parti di Mezzane di Sotto, decide di dare alle due ragazze una chance.

Erika e Arianna affrontano un piccolo corso intensivo, Erika come pilota e Arianna come navigatore, su prove speciali, traiettorie, note, controlli orari e tutte quelle regole tecniche che, per chi segue il rally sono dall’esterno, sono del tutto sconosciute.

Domenica 19 marzo si ritrovano così a bordo della Renault Clio N3 del Company Rally Team alla partenza della loro prima prova speciale.  «Nel momento in cui il semaforo ha scandito gli ultimi secondi prima dello start» racconta Erika, «non so dire cosa mi passava per la testa. Ho provato qualcosa misto a soddisfazione e tensione. Ho schiacciato il pedale e ho cercato di non pensarci».

«Da sorelle abbiamo trovato subito un grande feeling in auto» prosegue Arianna, «anche se ci siamo rese conto dopo pochi metri che non sarebbe stata una passeggiata. Ma non ci siamo lasciate scoraggiare per nessun motivo».

La loro avventura dura purtroppo solo pochi chilometri perché prima della seconda prova la Clio si ammutolisce e le lascia per strada, ma bastano quei pochi chilometri per mettersi alle spalle quindici vetture e portare a casa comunque un grande sorriso.

La loro seconda occasione arriva qualche settimana dopo all’11° Rally della Romagna, una gara con 340 chilometri di percorso e oltre 60 chilometri di prove cronometrate. Erika e Arianna partono a tutta e si migliorano di prova in prova fino a quando, sulla quarta speciale, commettono un piccolo errore e finiscono con le ruote anteriori in un fossetto.

«Da profane abbiamo tirato i remi in barca non immaginando che nei rally esiste la famosa “compagnia della spinta”» scherzano. «Gli spettatori presenti ci hanno aiutato a rimettere la macchina in strada per farci ripartire». A quel punto, nuovamente in corsa, spariscono tutte le velleità di classifica, l’obiettivo è il traguardo che raggiungono tra gli applausi degli amici, del team e della famiglia.

Papà Giancarlo, mamma Gabriella e il fratello Luca sono all’arrivo per accogliere le loro portabandiera. «Non sappiamo con sicurezza quali saranno i nostri programmi per i prossimi mesi, a parte la laurea di Arianna» concludono, «però siamo sicure che torneremo in macchina molto presto, perché come stiamo dicendo da un po’ di tempo “non vi libererete tanto facilmente di noi”».