Maria Rita Parsi: “Il bambino per crescere ha bisogno del villaggio”

Oggi, in occasione del convegno “Prospettiva famiglia, la sfida educativa che non finisce mai” tenutosi nella Biblioteca parlamentare di Palazzo del Seminario, è intervenuta anche Maria Rita Parsi, scrittrice, psicologa e psicoterapeuta, presidente della Fondazione “Fabbrica della pace e Movimento Bambino Onlus” oltre che membro del Comitato Onu per i diritti dei Fanciulli/e, che ha sottolineato l’importanza dei bambini e di un percorso educativo e formativo adeguato.

Il bambino per crescere ha bisogno del villaggio – ha spiegato la psicoterapeuta durante il suo intervento – Abbiamo bisogno di tutti: la famiglia ha bisogno della scuola, la scuola del territorio e della famiglia. Serve un équipe medico-pedagogica per ogni scuola – sottolinea con fermezza – Sono 41mila le scuole? Allora servono 41mila équipe interdisciplinari che permettano di continuare a formare i formatori, di integrare il rapporto insegnanti-genitori e di scoprire e fare prevenzione sulle problematiche dei bambini“.

Una proposta, quella di Maria Rita Parsi, di scuola aperta al territorio, interdisciplinare e fruibile. Una scuola aperta e in relazione con le altre realtà esistenti come parrocchie, centri sportivi, unità sanitarie locali e soprattutto ai musei per la valorizzazione dei beni culturali perchè, come spiga l’esperta, “la bellezza è terapeutica“.

Perchè investire sull’educazione dei bambini? Semplice, perchè saranno loro a salvare il mondo: “Dovunque il mondo va male, se salvi il mondo femminile, che dà vita ai bambini, e il processo educativo, c’è una speranza. Il mondo femminile in questo ha un ruolo di primaria importanza. Pensiamo a quella filiera di madre, donne, sorelle, tate, maestre, tutrici che sono responsabili dell’attività educativa negli anni fondamentali dello sviluppo dei bambini. Il femminile è qualcosa da valorizzare per valorizzare l’umanità“.

Parole importanti quelle della psicologa e psicoterapeuta che arrivano dopo giorni intensi legati alla celebrazione del ruolo della donna all’interno della nostra società. L’attenzione però va posta anche verso gli uomini, i figli delle donne e delle madri che devono farsi portavoce dell’importanza di questo valore del femminile. Un esempio? San Giuseppe.

San Giuseppe è veramente un uomo d’amore, un uomo di lavoro, un uomo di dignità, un uomo di ascolto, che non opprime le donne, che non le offende, che non le umilia ma crede a loro e crede ai bambini“, conclude Parsi evidenziando come la figura di Giuseppe sia, al di fuori delle interpretazioni religiose, la condizione di possibilità della grandezza e umanità del bambino Gesù.