Diseguaglianza, la campagna del Telefono Rosa

Il Telefono Rosa Verona lancia la sua campagna contro la diseguaglianza, per insegnare anche ai più piccoli la parità e il rispetto: “Oltre gli stereotipi #dagrandesarò” è la risposta a chi non crede che le ragazze possano fare tutto, ma proprio tutto.

Come ha dichiarato in questi giorni il Time, sono stati il suo impegno nell’irrisolvibile crisi dei rifugiati siriani e la sua tenacia nel combattere l’ancora più disperata battaglia della crisi dell’euro a far salire Angela Merkel sul prestigiosissimo podio di “Persona dell’anno” della rivista americana.
La nomina potrà essere condivisa oppure no, apprezzata più o meno. Ma il viso della Cancelliera sulla copertina del Time solleva una questione ben più importante: Angela Merkel è la prima donna ad apparire nelle vesti di Person of the year in ben 29 anni. Prima di lei, bisogna risalire alla copertina del 1986 per trovavi un altro volto femminile: quello di Corazon C. Aquino, allora presidente delle Filippine.

Perché un’attesa così lunga? Ventinove anni sono davvero un sacco di tempo, se si pensa che nel frattempo le donne hanno continuato a fare, vincere, conquistare. Niente di più vero: eppure la rappresentazione sui media delle donne non corrisponde affatto a questa assioma.
Nasce con questa consapevolezza il progetto “Oltre gli stereotipi: #dagrandesarò”: una campagna di comunicazione ideata da Prosmedia, con il contributo del Banco Popolare di Verona, per il Telefono Rosa scaligero, che quest’anno taglia il traguardo del 25° anniversario di attività.

Dal 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza di genere, nelle scuole della città di Verona e nei luoghi pubblici sarà possibile trovare le quattro diverse cartoline della campagna, che vuole scardinare gli stereotipi di genere. Questi schemi sono particolarmente pericolosi perché, come ci spiegano le organizzatrici, «sono gabbie che rinchiudono uomini e donne nelle aspettative che la società ha in loro, con la conseguente discriminazione ed esclusione dal concetto di “normalità” di tutti e tutte coloro che se ne discostano».

Il progetto vuole insegnare, a tutti e tutte, che i modelli a cui ispirarsi per diventare persone di successo si applicano a chiunque, a prescindere dal loro sesso di appartenenza. E si scaglia contro le rappresentazioni a senso unico che i media producono dei due sessi: una comunicazione stereotipata che fa leva su delle presunte caratteristiche innate che apparterrebbero al femminile ed al maschile, indirizzando i più piccoli e piccole a sognarsi come la società li vorrebbe e non come si desiderano.
Una cosa è certa: gli stereotipi si imparano. Per questo l’unica arma è l’istruzione: insegnare ai bambini e alle bambine la libertà di essere ciò che vogliono, e il rispetto per chi è ciò che vuole essere, è il primo passo verso un mondo migliore. Nella speranza che non debbano passare altri 29 anni per vedere una donna sulla copertina del Time.

 Il Telefono Rosa Verona, 25 anni dalla parte delle donne

Il Telefono Rosa è una realtà in Italia già dal 1988, quando fu fondato il primo centro a Roma. Da allora l’associazione si è diffusa su tutto il territorio nazionale e ha aiutato senza remore le donne vittime di violenza. A Verona il Telefono Rosa è nato nel 1990, dalla volontà di Eleonora Scandola: negli ultimi 25 anni le volontarie dell’associazione hanno ascoltato e supportato donne e ragazze di qualsiasi provenienza. E il loro impegno non si ferma qui: come quest’ultimo progetto ci mostra, il loro scopo è anche quello di diffondere la cultura della tolleranza e del rispetto. Perché costruire una società migliore è compito di tutti. E tutte.