Se “c’è Luisa” la sicurezza è garantita

Sarà attivato nelle prossime settimane il protocollo di sicurezza “C’è Luisa?” pensato per donne e ragazze in difficoltà all’interno di locali, bar e discoteche. Basterà avvicinarsi al personale e chiedere di Luisa facendo attivare, così, lo staff che provvederà ad allontanare con discrezione la vittima. Il progetto, promosso dall’associazione sportiva Krav Maga, è attivo in Italia solo a Verona.

Basterà avvicinarsi al personale del locale e chiedere di Luisa. Così Verona, proprio nel giorno della Festa della donna, è la prima città italiana a promuovere il protocollo di sicurezza C’è Luisa?. Il sistema mira ad aiutare donne e ragazze in caso di possibili molestie o disagio all’interno di bar, ristoranti o discoteche, facendole uscire con discrezione e in sicurezza.

In tutti i locali aderenti sarà, infatti, possibile allertare discretamente i camerieri o i dipendenti degli esercizi chiedendo “C’è Luisa?” e lo staff procederà ad allontanare la vittima offrendole l’aiuto di cui necessita: un taxi, una telefonata o, nei casi più gravi, la chiamata alle forze dell’ordine. Il protocollo sarà attivato a partire dalle prossime settimane e i bar potranno aderire all’iniziativa esponendo il materiale illustrativo e formando il personale. Inoltre sono in fase di studio gli accordi con l’associazione RadioTaxi di Verona e con il Sindacato nazionale dei locali da ballo. L’obiettivo, ora, è che il sistema venga attivato in tutta Italia.

Il progetto già attivo in altri Paesi europei, come Germania e Svizzera, con lo stesso slogan, è promosso dall’associazione sportiva di difesa personale, Krav Maga, con il patrocinio del comune di Verona.

Sul sito sono presenti tutte le informazioni relative al progetto e sarà aggiornato, di settimana in settimana, l’elenco delle attività commerciali coinvolte. I locali aderenti saranno sottoposti a controlli e verifiche per assicurare l’applicazione del protocollo.

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