Avis Verona dà il via a nuovi progetti con scuole e studenti

L’Avis Provinciale di Verona punta alla sensibilizzazione delle nuove generazioni verso la donazione del sangue e, soprattutto, verso l’altruismo

E’ iniziata anche quest’anno, a pieno ritmo, l’attività nelle scuole da parte di Avis Provinciale di Verona. Un impegno che dura da molti anni con numeri in crescita: nell’anno scolastico 2016/2017, l’Associazione ha incontrato circa 9000 studenti, delle scuole di ogni ordine e grado, e di questi circa 1600 erano delle scuole superiori.

“Fino a giugno riusciremo a incontrare migliaia di studenti, penso in numero maggiore rispetto agli anni scorsi – evidenzia Michela Maggiolo, presidente dell’Avis Provinciale di Verona – E’ un impegno che svolgiamo da molto tempo con i nostri volontari e, inoltre, attraverso l’adesione al progetto scuola di Avis Veneto che propone una serie di iniziative specifiche adatte a diverse età.

Maggiolo parla dei laboratori sottolineando l’importanza non solo della donazione del sangue, ma anche dell’educazione all’altruismo per i giovani: “Tutte le attività che sono condotte da due educatori od operatori professionisti che hanno fatto un percorso formativo specifico, si svolgono in classe per un massimo di 25/30 alunni e hanno una durata di 2 ore. Nella parte conclusiva degli incontri, è dato spazio ai volontari Avis per parlare dell’associazione e per dare informazioni sulla donazione non solo del sangue ma anche in senso più ampio come concetto di altruismo e responsabilità. Avis, infatti è costantemente impegnata nella promozione del dono, del volontariato e della cittadinanza attiva tra le nuove generazioni. Per questo motivo, il contatto diretto con gli studenti nell’ambito di incontri formativi promossi durante l’anno scolastico rappresenta uno dei canali privilegiati per diffondere i valori della solidarietà e della generosità”.

Anche le scuole primarie saranno coinvolte all’interno del progetto scuola di Avis Veneto tramite molteplici iniziative. Un esempio è “Fiabilas”, un gioco in scatola attraverso cui vengono trattati temi legati al funzionamento e all’importanza del corpo umano. Sono realizzati inoltre laboratori di pittura creativa e uno spettacolo di marionette per avvicinare i piccoli alla “cittadinanza attiva”.

“Il nostro intervento – prosegue Maggiolo – punta a ottenere i frutti maggiori nel lungo periodo, ma è sicuramente il modo migliore per garantire il ricambio generazionale necessario alla disponibilità di sangue da utilizzare per curare le patologie. Spesso i bambini delle scuole primarie danno grandi soddisfazioni cercando di coinvolgere i genitori a diventare donatori. Cerchiamo, invece, di sensibilizzare i ragazzi più grandi a diventare essi stessi donatori al compimento della maggiore età. E’ nostro compito, poi, seguire questi giovani con più attenzione, specie nel passaggio tra scuola e università, dove molti si perdono”.

Le attività per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado riguardano, invece, un gioco di simulazione e il Teatro Immagine: una tecnica basata sulla costruzione di immagini attraverso l’utilizzo del corpo. Infine, ai ragazzi delle superiori sono proposti “Giocavis”, gioco di simulazione indiretta nel corso del quale ci si mette nei panni di qualcun altro e si esce dalle logiche del profitto personale per abbracciare la dimensione sociale del nostro vivere assieme agli altri e a favore degli altri. Un’altra attività è poi “Il gioco del prigioniero” per dimostrare come ci si può trovare in una situazione di difficoltà e disagio se i singoli soggetti agiscono e pensano solo guidati dalla ricerca di un proprio personale vantaggio.