“Women Don’t War”: una mostra per celebrare il coraggio delle donne
Data
Dal 7 al 31 marzo 2025
Luogo
Libreria La Feltrinelli (Verona)
La mostra fotografica “Women Don’t War” racconta la forza e la resilienza delle donne migranti, con gli scatti di Maurizio Marcato che celebrano il coraggio e la speranza contro la violenza. L’esposizione sarà visitabile dal 7 al 31 marzo negli spazi della Libreria Feltrinelli di Verona.
Un viaggio visivo attraverso dolore, speranza e rinascita: è questo il cuore della mostra fotografica Women Don’t War, firmata dal fotografo Maurizio Marcato. L’esposizione, inserita nel programma della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne 2025, è promossa dall’Assessorato alla Parità di Genere del Comune di Verona e curata dall’Agenzia Terzomillennium in collaborazione con Feltrinelli Librerie.
L’inaugurazione si terrà venerdì 7 marzo alle ore 18 presso la Libreria Feltrinelli di via Quattro Spade, con un talk che vedrà la partecipazione dello stesso Maurizio Marcato, di Veronica Atitsogbe, vicepresidente Vicario del Consiglio Comunale di Verona e founder dell’Associazione Afroveronesi, e di Paolo Boccagni, professore ordinario di Sociologia all’Università di Trento e autore del libro Vite ferme. Storie di migranti in attesa (Il Mulino). La conversazione sarà condotta da Rosanna Marcato, esperta di servizi per l’accoglienza e già responsabile dei Servizi per l’Immigrazione e l’Asilo del Comune di Venezia. L’ingresso è libero.

Un omaggio alla resilienza femminile
Attraverso una raccolta di scatti intensi e toccanti, Women Don’t War racconta le storie di donne che hanno affrontato guerre, persecuzioni e migrazioni forzate. Costrette a lasciare la propria terra, le loro immagini sono il simbolo di una lotta silenziosa ma potente contro la violenza, l’odio e la povertà. Ogni fotografia cattura un frammento di vita, un volto segnato dalle difficoltà ma illuminato dalla speranza.
«La guerra è la gloria degli stupidi, una prerogativa maschile vergognosa», scrive Marcato, sintetizzando l’essenza della sua opera. L’autore non si limita a documentare, ma vuole restituire dignità e forza alle protagoniste ritratte. Gli occhi delle donne immortalate parlano di sofferenza, ma anche di un’indomita volontà di resistere e ricostruire un futuro migliore.
Un ponte tra arte e impegno sociale
La mostra non è solo un tributo artistico, ma un progetto di consapevolezza. Alcune immagini sono segnate da un tratto nero, un dettaglio che cela volutamente l’identità di chi ha scelto di farsi fotografare nonostante il rischio. Questo escamotage visivo sottolinea quanto sia ancora lontana la piena sicurezza per molte donne nel mondo, anche in contesti considerati sicuri.
Il progetto fotografico di Marcato diventa così un ponte tra chi vive quotidianamente l’esperienza della migrazione forzata e chi la osserva attraverso i media. Le immagini offrono una prospettiva intima sulle migrazioni contemporanee, spesso raccontate in modo impersonale. Qui, invece, ogni donna ha un volto, una storia, un nome.

Un messaggio di pace e autodeterminazione
Nel suo lavoro, Marcato trasforma l’obiettivo fotografico in uno strumento di denuncia e sensibilizzazione. Women Don’t War non è solo una condanna alla guerra, ma un inno alla vita. «In queste fotografie, il genere femminile incarna forza e bellezza, amore e pace», spiega il fotografo.
L’energia delle donne ritratte trasmette un messaggio potente: nonostante la violenza e le difficoltà, esse rimangono pilastri di cambiamento e speranza. Il coraggio con cui affrontano il presente diventa un esempio di resilienza e trasformazione.

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