Rossini torna a Verona dopo due secoli con “Il Turco in Italia”
Dal 16 al 23 novembre al Teatro Filarmonico debutta la vivace commedia di Rossini, tra farsa e metateatro, diretta da Lü Jia e con Carlo Lepore protagonista. Prevista anche una replica per famiglie il 22 novembre.
Dal 16 novembre l’esotico irrompe sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: è lo spassoso Turco in Italia, dramma buffo in due atti di Rossini, per la prima volta a Verona dopo oltre due secoli. Tra farsa e moderna commedia, con personaggi memorabili, situazioni esilaranti, belcanto e musica indiavolata, Il Turco in Italia è un prezioso unicum in tutta l’opera rossiniana, grazie allo sguardo metateatrale del Poeta in scena. Scritto in fretta per la Scala sull’onda del successo dell’Italiana in Algeri, ebbe esito sfortunato ma fu tra i primi titoli riscoperti nel Novecento, per fissarsi nel repertorio grazie a figure come Maria Callas, Gianandrea Gavazzeni, Franco Zeffirelli e Riccardo Chailly. Oltre alle repliche fino al 23 novembre, anche una recita straordinaria in forma ridotta per bimbi e famiglie il 22 novembre.
La genesi dell’opera
«Tutti lo chiedono, tutti lo vogliono», per parafrasare il suo immortale Figaro, Gioachino Rossini ha soli 22 anni e già 11 titoli nel curriculum, quasi tutti di grande successo oltre i confini dei vari piccoli stati in cui era divisa l’Italia, quando l’impresario del milanese Teatro alla Scala gli commissiona due opere per l’estate 1814, tra cui Il Turco in Italia. Pochi mesi prima, a Venezia e poi in altre città, aveva trionfato L’Italiana in Algeri, e il nuovo titolo comico sembra sulla carta destinato ad altrettanto successo, promettendo lo stesso divertimento in una situazione opposta all’opera precedente.
Come spesso accadeva, Rossini lavora in poche settimane sul libretto dell’emergente Felice Romani attinto da un soggetto settecentesco: libertini e turcherie acquisiscono qui uno spessore molto umano, così moderno da sembrare più cinico che giocoso. Già dalla prima del 14 agosto 1814, l’opera non decolla, guadagnandosi una certa attenzione in seguito ma presto eclissata da Barbiere, Cenerentola e dalle opere serie, quindi dal Romanticismo.
Nel Novecento segnato dal meta-teatro di Pirandello, quest’opera – dove i personaggi sono studiati tanto dal pubblico quanto dal poeta Prosdocimo, in cerca di un soggetto comico dalla realtà – sarebbe stata recuperata prima di altri titoli del belcanto nella lunga Rossini Renaissance: il direttore Gianandrea Gavazzeni ha in scena Maria Callas già a Roma nel 1950, quindi incide l’opera e la riprende con un cast all-star a Milano nel ’55, in uno spettacolo del giovanissimo Franco Zeffirelli destinato a lungo cammino. L’edizione critica arriva però solo nel 1998 e con essa una nuova ricezione consapevole dell’opera: in questa forma filologicamente aggiornata, Il Turco in Italia arriva a Verona a distanza di oltre 200 anni dalle sue uniche apparizioni nella città scaligera (1817 e 1822).
La vicenda
La vicenda, originariamente ambientata a Napoli (già capitale dell’opera buffa e immaginario set di Così fan tutte), mostra i capricci di Fiorilla, stanca del marito Geronio tanto da avere un geloso spasimante, Narciso, invaghita dell’altrettanto capriccioso Selim, principe turco appena sbarcato nel golfo (sulle note del Don Giovanni mozartiano, omaggio e parodia di Rossini). Qui sono arrivati anche Zaida, ex promessa sposa di Selim ingiustamente ripudiata, che con l’aiuto di Albazar spera di riconquistare l’amato. In un susseguirsi di incontri, buffi scontri, equivoci e pentimenti, l’ordine naturale viene ristabilito. Il tutto avviene – caso raro nell’opera italiana – sotto lo sguardo vigile e distaccato del poeta Prosdocimo che trova in questa bizzarra umanità il soggetto ideale della sua prossima commedia.
Lo spettacolo a Verona
L’allestimento in scena da domenica 16 novembre alle 15.30 è firmato dal regista Roberto Catalano, al debutto veronese, con scene di Guido Buganza, costumi di Ilaria Ariemme, luci di Oscar Frosio, nato al Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con i teatri di Ravenna, Jesi, Novara, Rimini, Pisa. Qui lo sfondo napoletano e l’orientalismo “posticcio” sono meno rilevanti dell’approfondimento psicologico dei personaggi. Figure moderne, a tutto tondo, portate dal contesto consumistico –pur buffo e colorato– a trattare le persone come oggetti sostituibili, per (ri)scoprire alla fine l’autenticità e l’unicità dell’amore vero.
Per dare vita alle figure del dramma buffo di Rossini servono dunque attori impegnati e raffinati belcantisti, caratteristiche del cast guidato dal basso Carlo Lepore, già protagonista rossiniano nelle ultime produzioni veronesi, qui nel ruolo del titolo, il principe Selim. La volubile Donna Fiorilla è l’applaudito soprano Sara Blanch, il marito tradito l’esperto baritono Fabio Previati, il di lei spasimante Narciso il tenore Dave Monaco (tra i più recenti vincitori del concorso Operalia), Zaida è il soprano Marianna Mappa, Albazar il tenore Matteo Macchioni, mentre il poeta Prosdocimo è il giovane baritono Michele Patti. Sul podio, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e del Coro preparato da Roberto Gabbiani, torna al Teatro Filarmonico il Maestro Lü Jia, già direttore musicale a Verona. Dopo la prima, l’opera replica mercoledì 19 novembre alle 19, venerdì 21 alle 21 e domenica 23 novembre alle 15.30.
Dopo il successo de La Cenerentola lo scorso anno, anche Il Turco in Italia avrà una replica straordinaria in forma ridotta e adattata per un pubblico di bimbi e famiglie, sabato 22 novembre alle 15.30 con lo stesso cast e il soprano Vittoriana De Amicis nella parte di Fiorilla.
Informazioni e biglietti
Il Turco in Italia è il penultimo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare i biglietti sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle biglietterie dell’Arena – sia in quella centrale di via Dietro Anfiteatro sia nella nuova sede di via Roma. È inoltre già possibile abbonarsi alle nuove stagioni 2026.

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