Lodo Guenzi porta in scena la “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo

Data

5 febbraio 2026

Luogo

Teatro Camploy (VR)

Il 5 febbraio al Teatro Camploy va in scena uno dei testi più celebri e dirompenti di Dario Fo, proposto nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Premio Nobel e maestro del teatro italiano del Novecento.

Opera simbolo della satira politica e della denuncia sociale, il testo conserva intatta la sua potenza corrosiva, rivelandosi ancora oggi uno strumento affilato di lettura critica del presente. Con questa proposta, L’Altro Teatro conferma la propria vocazione a una scena capace di coniugare qualità artistica, impegno civile e attualità, dando spazio a opere che interrogano il pubblico attraverso la forza del palcoscenico. Nel centenario della nascita di Dario Fo, il regista Giorgio Gallione si confronta per la prima volta con il Premio Nobel per la letteratura.

 Protagonista di questa nuova edizione è Lodo Guenzi, artista poliedrico che negli ultimi anni ha saputo coniugare musica, teatro e televisione con una sensibilità contemporanea e un linguaggio diretto, capace di avvicinare nuovi pubblici alla scena. La sua attività teatrale, sempre più centrale nel suo percorso artistico, si distingue per un approccio che unisce ironia, impegno e una forte attenzione alla dimensione collettiva del racconto. In questo spettacolo, Guenzi affronta uno dei ruoli più complessi e amati del repertorio foiano, portando in scena un’interpretazione personale, energica e profondamente rispettosa dello spirito originale dell’opera.

Lo spettacolo

Morte accidentale di un anarchico è una delle commedie più celebri di Dario Fo, scritta nel 1970 e ispirata a un fatto di cronaca reale ancora oggi con molti punti di domanda: la misteriosa morte di un anarchico, Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 da una finestra della questura di Milano durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana. Un “malore attivo”, così lo definì l’inchiesta.

L’edizione di quegli anni, curata e interpretata da Fo, divenne presto mitica, epocale, con sold out infiniti per più di duecento serate, vibranti di entusiasmo e partecipazione sociale e civile. Il tutto tra tentativi di censura, provocazioni e pericoli reali, con ripetute, cicliche telefonate anonime che avvertivano della presenza di bombe in sala.

Questo perché la morte di Pinelli fu più che sospetta, tanto che il testo di Fo, attraverso il paradosso comico della scrittura, è in realtà basato su documenti autentici, verbali di processi e inchieste giornalistiche documentate che denunciano le cause e le radici politiche di quella diffusa e perturbante “strage di stato” che insanguinò quegli anni e di cui questo episodio è tragico emblema. 

«Nei tempi bui dobbiamo cantare i tempi bui» scriveva Brecht. Allo stesso modo Fo sceglie coraggiosamente la scomoda posizione del ribelle non allineato, affrontando tra l’altro più di duecento denunce e processi, per raccontare in palcoscenico una verità che nessuno voleva davvero ricercare né tantomeno scoprire. Sempre con Brecht, Fo preferisce «mettersi dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati»

Attraverso il meccanismo del grottesco e della farsa, Fo costruisce una satira feroce sulle distorsioni del poteresulle manipolazioni della verità e sulle dinamiche dell’autorità.

Al centro della vicenda c’è il Matto, personaggio imprevedibile e geniale che, fingendosi magistrato, smaschera le contraddizioni e le menzogne dei funzionari di polizia coinvolti nel caso. Lodo Guenzi, attore dai poliedrici talenti guiderà una sarabanda comica, grottesca e satirica un po’ commedia degli equivoci, un po’ slapstick comedy, un po’ grottesco teatro di denuncia, cosciente della grande eredità dell’autore premio Nobel e contemporaneamente moderno performer che fa propria quella tradizione per rinnovarla e rimodellarla sulla propria sensibilità artistica e moderna coscienza critica. 

Ancora oggi di bruciante attualità, è un caposaldo del teatro politico e satirico europeo: un’opera che smaschera i meccanismi del potere attraverso il riso, il paradosso e una comicità feroce, capace di trasformarsi in strumento di denuncia.

Tra comicità irresistibile e riflessione civile, il teatro mantiene intatta la sua attualità e la sua capacità di interrogare il pubblico e trascina lo spettatore in un meccanismo teatrale irresistibile, che diverte e inquieta, invitando a non smettere mai di esercitare lo spirito critico. Con questo spettacolo, L’Altro Teatro rende omaggio a Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura, riaffermando la forza di un teatro che non si limita a intrattenere, ma interroga la coscienza collettiva e dialoga apertamente con il nostro tempo.

Incontri con la compagnia

In occasione della serata, alle ore 19 nel foyer del Teatro Camploy si terrà un incontro con la Compagnia aperto al pubblico. Un momento di dialogo informale per approfondire temi, processi creativi e visioni che hanno dato vita allo spettacolo, e per avvicinare gli spettatori al lavoro della Compagnia.

La rassegna L’Altro Teatro, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, con Come As You Areimmagina il teatro come spazio di possibilità e luogo accogliente, dove non servono competenze o codici, ma solo il desiderio di esserci

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