Il gruppo teatrale Einaudi-Galilei porta in scena “Amore delle tre melarance”

Data

29 giugno - 1 luglio 2025

Luogo

Chiostro di Santa Maria in Organo

Il gruppo teatrale studentesco approda al festival con lo spettacolo “Amore delle tre melarance”, dal 29 giugno all’1 luglio presso il Chiostro di Santa Maria in Organo.

Prosegue il festival “Teatro nei Cortili” di Verona, nel quale le varie compagnie sono pronte a scendere in campo per regalare un’estate di spettacoli e divertimento con l’edizione 2025 del festival. Dal 21 giugno al 2 settembre le serate cittadine saranno animate da una ventina di titoli, quasi tutti di prosa, realizzati da 19 compagnie amatoriali per un totale di ben 162 serate di spettacolo dal vivo. Le sedi dei vari spettacoli sono appunto tre: il Chiostro di Sant’Eufemia, il Chiostro di Santa Maria in Organo e Cortile Montanari.

Parallelamente allo spettacolo “Amore passami un bignè”, presso il chiostro di Sant’Eufemia, dal 30 giugno al 7 luglio, avrà luogo nel chiostro di Santa Maria in Organo, dal 29 giugno all’1 luglio alle 21.15, la rappresentazione “L’amore delle tre melarance della compagnia teatrale “Gruppo Teatro Einaudi Galilei”.

La trama

Rea Giorgia e il suo cortigiano e consigliere Pantalone si dolgono delle innumerevoli malattie del Principe Tartaglia, figlio della sovrana ed erede al trono. I medici di corte informano la regina che l’ipocondria di suo figlio guarirà solo se egli riuscirà a ridere; Pantalone convoca allora Arlecchino, il buffone, perché lo faccia divertire. Aiutano la Regina nell’impresa le Maghe Celie mentre il Primo ministro Leandro trama segretamente contro il Principe per metterlo fuori gioco succedendogli, assieme a Clarice, nipote della Regina, astuta e crudele.

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Leandro e Clarice discutono allora sul metodo migliore per uccidere Tartaglia. Intervengono Smeraldina e Grimilde, che rivelano di essere al servizio della fata Morgana, nemica della Regina. Tutti i tentativi di far ridere il Principe, nonostante gli incitamenti dei Comici, falliscono miseramente, finché la fata Morgana, che era sopraggiunta travestita da vecchia, per far trionfare Leandro e Clarice, accidentalmente cade a gambe levate. Il Principe, a questa scena, scoppia finalmente a ridere e così fanno anche tutti gli altri, finalmente felici. Morgana però, sentendosi sbeffeggiata, lo maledice: da quel momento sarà ossessionato dall’amore per le tre melarance, prigioniere della maga Creonta, e per riuscire a trovare pace dovrà liberarle da un incantesimo.

Il Principe parte assieme ad Arlecchino per cercarle. Le maghe Celie comunicano ai loro due protetti, Tartaglia ed Arlecchino, dove si trovano le tre melarance ma li avvisano di aprirle solo se avranno acqua a disposizione sul momento. Altrimenti queste morirebbero di sete. I due arrivano al palazzo di Creonta, superano terribili prove, rubano le tre melarance e fuggono. Arlecchino, terribilmente assetato, decide di aprirne una, mentre Tartaglia dorme, pensando che contenga succo, e invece ne esce una principessa, che non trovando nulla da bere, muore. Lo stesso accade anche per la seconda. Il Principe si risveglia, apre la terza melarancia, da cui esce la bellissima principessa Ninetta e i due si innamorano.

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Tartaglia immediatamente la disseta. Mentre il Principe, che ha chiesto a Ninetta di sposarlo, si allontana. Arriva la fata Morgana, che trasforma la ragazza in una colomba e la bieca Smeraldina prende il suo posto: quando Tartaglia torna, trovandola diversa, naturalmente si rifiuta di sposarla, ma la madre lo obbliga a mantenere la promessa. Le Maghe Celie però rompono l’incantesimo e restituiscono a Ninetta le sue fattezze. Così la giovane può sposare il Principe. La congiura di Leandro e Clarice è scoperta ma la Regina li perdona esiliandoli però dalla corte. L’opera si conclude con i festeggiamenti per le nozze tra Tartaglia e Ninetta.

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