“Come nei giorni migliori”: l’amore secondo Leonardo Lidi al Teatro Camploy

Data

26 febbraio 2026

Luogo

Teatro Camploy (Verona)

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Per la rassegna L’Altro teatro-Come As You Are, Leonardo Lidi porta in scena un’opera dedicata all’amore, realizzata da Diego Pleuteri. Lo spettacolo andrà in scena giovedì 26 febbraio al Teatro Camploy alle 20.45.

All’interno della rassegna L’Altro Teatro – Come As You Are, dedicata ai linguaggi della scena contemporanea e alle pratiche che mettono in discussione modelli identitari, sociali e corporei, arriva al Teatro Camploy giovedì 26 febbraio ‘Come nei giorni migliori’, spettacolo scritto da Diego Pleuteri e diretto da Leonardo Lidi.

Come As You Are si caratterizza come spazio di attraversamento tra danza, teatro e arti visive che accoglie opere ibride e radicali, capaci di interrogare il presente attraverso il corpo, il suono e l’immagine. In questo contesto di dialogo tra generazioni artistiche diverse, tra nuove voci emergenti e sguardi già riconosciuti nel panorama nazionale, con l’obiettivo di offrire alla città un cartellone trasversale, accessibile e culturalmente significativo, il 26 febbraio alle ore 20.45 il Teatro Camploy accoglie la compagnia del Teatro Stabile di Torino guidata da Leonardo Lidi, regista tra i più apprezzati della nuova generazione, con Come nei giorni migliori.

Dopo il fortunato debutto in prima assoluta del 2023, questo spettacolo torna in scena per raccontarci l’amore tra A e B, due amanti dei quali poco importa chi siano veramente. Ciò che conta sono le loro anime, travolte da questo sentimento inesplorabile: piccoli oggetti, gesti quotidiani, scontri, avvicinamenti, il segreto inesprimibile di tutto ciò che costituisce la vita di una coppia, nelle sue gioie e nei suoi dolori, dall’inizio alla fine.

Leonardo Lidi: una presenza di rilievo nella scena italiana

Il percorso artistico di Leonardo Lidi, segnato da una poetica rigorosa e da una sensibilità capace di unire tradizione e contemporaneità, ha portato negli ultimi anni a produzioni che hanno raccolto riconoscimenti, premi e un crescente interesse da parte del pubblico e della critica, imponendosi come punto di riferimento per un teatro che unisce profondità e leggerezza, in dialogo costante con il pubblico.

La sua regia si distingue per un approccio che coniuga forte impronta poetica, cura rigorosa della costruzione drammaturgica, attenzione alla parola e un uso della scena che mette al centro l’essere umano, le sue fragilità e le sue possibilità. Con il Teatro Stabile di Torino – Ente Nazionale, porta avanti un lavoro che esplora relazioni, conflitti e zone d’ombra del quotidiano con uno sguardo lucido e profondamente empatico.

Lo spettacolo

Opera prima del giovane drammaturgo Diego Pleuteri e diretta da Leonardo Lidi, è una storia d’amore che indaga con delicatezza e coraggio cosa significhi amare oggi. Senza moralismi né certezze, parte dalla curiosità di chi vuole esplorare un mistero.

Il regista definisce il teatro come un atto di fiducia: «La creatività non cresce se il terreno è arido – serve coraggio, visione». Raccontando lo spettacolo, l’autore riporta al cuore della ricerca di scrittura: «Che cosa significa amare? Di cosa si compone un amore? Davanti a un mistero a cui le parole non possono che soccombere o correre il rischio di riempirsi di retorica, Come nei giorni migliori parte per una ricerca senza porsi nessun obiettivo, nessuna risposta, se non quella dell’indagine, cercando di avvicinarsi, anche solo per un secondo, a quel mistero. Per farlo nascere, non per raccontarlo. Nelle sue gioie e nei suoi dolori.

Cos’è l’amore? È una domanda che deve rimanere senza risposta perché ogni risposta è mancante, perché potremmo correre il rischio di credere di trovarci di fronte a un vuoto, piuttosto che a un’immensità. Bisogna rimanere sul filo, sulla soglia, sul bordo della vita.

Come nei giorni migliori segue il percorso di una coppia qualsiasi: che sia un amore fra due uomini non vuole avere nessuna rilevanza. Non cambia il nucleo, cambia forse l’intorno: non è politico, è umano».

Si delinea così un racconto scenico che attraversa la memoria, indaga le relazioni e la capacità di ritrovare un senso di vicinanza anche nei momenti di distanza, insieme al bisogno di ricostruire un equilibrio nelle proprie vite. Personaggi che si muovono tra nostalgia e desiderio, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere, costruendo un intreccio emotivo che parla direttamente allo spettatore.

Attraverso un linguaggio intimo ed essenziale, la regia trasforma la scena in un luogo di ascolto e risonanza, dove ogni gesto e ogni parola diventano occasione per interrogarsi sul senso della vicinanza, della cura e della possibilità di ricominciare. Il risultato è un lavoro che alterna delicatezza e ironia, restituendo al pubblico un’esperienza teatrale capace di toccare corde profonde e universali.

In scena due affiatati giovani attori, Alessandro Bandini e Alfonso De Vreese – nella terna dei finalisti per il Premio Ubu come miglior attore o performer under 35 – con una straordinaria prova d’attore.

La presenza di Come nei giorni migliori all’interno di L’Altro Teatro rappresenta un tassello importante nella costruzione di una rassegna che vuole essere laboratorio di idee e spazio aperto alla pluralità dei linguaggi contemporanei. Lo spettacolo contribuisce così a rafforzare il dialogo tra artisti e pubblico, offrendo una serata che unisce qualità, ricerca e forte coinvolgimento emotivo.

Incontri con la compagnia – novità

In occasione della serata, alle ore 19 nel foyer del Teatro Camploy, si terrà un incontro con la Compagnia aperto al pubblico.

Un momento di dialogo informale per approfondire temi, processi creativi e visioni che hanno dato vita allo spettacolo, e per avvicinare gli spettatori al lavoro della Compagnia.

La rassegna L’Altro Teatro, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven, sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, con Come As You Are immagina il teatro come spazio di possibilità e luogo accogliente, dove non servono competenze o codici, ma solo il desiderio di esserci.

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