Al Teatro Camploy debutta “Caino”, drammatica rilettura in chiave contemporanea
Il nuovo spettacolo di Fucina Culturale Machiavelli, scritto e diretto da Sara Menghetti, debutta questo mercoledì 1 aprile alle 20:45 al Teatro Camploy. In scena Caino, Eva e Abele raccontano una storia millenaria ambientata al giorno d’oggi.
«Siamo la stirpe di Caino, nati da Eva. La stirpe di chi fatica sulla terra e non trova il proprio sacrificio apprezzato. La stirpe di chi si ribella alle logiche del mondo e all’idea di un Dio che permette il male nascondendosi dietro al dito del libero arbitrio, che preferisce un fratello ad un altro, suscitando la rabbia e la violenza di Caino».
Queste le premesse insieme antiche e dolorosamente contemporanee, del nuovo spettacolo di Fucina Culturale Machiavelli, scritto e diretto da Sara Menghetti, che debutta questo mercoledì 1 aprile alle 20:45 al Teatro Camploy, all’interno della rassegna L’Altro Teatro / City della Rete RPSV sostenuta dal Comune di Verona.
In scena Caino, Eva e Abele, sottratti alle logiche del tempo e resi contemporanei nel raccontare una storia millenaria ambientata oggi, in una terra sacra e martoriata. Insieme a loro Dio e Lucifero, allegorie satiriche di idee umane di bene e di male nascoste dietro una maschera unica, con due occhi e due bocche, un solo corpo danzante, bellissimo e deforme.
«Caino ha due matrici – spiega Meneghetti -. O una madre e un padre, se vogliamo. La madre è Eva, che si interroga sui propri errori, che si tortura cercando la sua colpa nella tragedia dei figli. Il padre è il Verbo, il padre è Dio, il padre è Lucifero, il padre è la legge, il padre è la Bibbia. Tutte le storture del mondo nascono quando il testo sacro è distorto in proprio favore, per poter uccidere impunemente il proprio fratello».
Sabrina Carletti,Tobia Dal Corso Polzot e Giulio Macrì danno voce e corpo a questo spettacolo grondante sangue e rabbia, lanciato come una pietra contro il cielo e contro i muri d’odio costruiti sulla terra degli uomini. Il testo si conclude con una lettera, scritta dal padre di un bambino di un anno e mezzo, rimasto orfano dopo l’attentato al Bataclan. Le sue parole, semplicemente postate su Facebook, sono rimaste famose. Dicono: «Non avrete mai il mio odio».
Informazioni e biglietti
Biglietti (intero 14€ / ridotto (under 30-over 70) 12 € / convenzioni 10€ / under18 8€) acquistabili online su fucinaculturalemachiavelli.com o in biglietteria a partire da un’ora prima dell’inizio.

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