Al Ristori il racconto multidisciplinare “Voci Negate” contro la violenza sulle donne
Data
16 novembre 2025
Luogo
Teatro Ristori, Verona
Domenica 16 novembre alle ore 17, al Teatro Ristori, il racconto scenico “Voci Negate”. Un racconto multidisciplinare – parole, video, musica dal vivo, danza – che affronta con forza e pudore il tema della violenza contro le donne.
Il sipario si apre in un silenzio sospeso, rotto da immagini e suoni che entrano come fenditure nel buio. È il preludio di Voci Negate, in programma al Teatro Ristori domenica 16 novembre alle ore 17. Un racconto scenico che affronta con forza e pudore il tema della violenza contro le donne. Il progetto nasce come risposta culturale ed educativa a un fenomeno drammaticamente diffuso in avvicinamento alla Giornata Internazionale istituita dalle Nazioni Unite e alla luce degli episodi di femminicidio che hanno recentemente colpito la comunità locale.
In questa cornice, Voci Negate sceglie un linguaggio immersivo: video, musica dal vivo, danza e parole si intrecciano per dare voce a ciò che spesso resta taciuto. L’azione scenica segue il percorso di una giovane donna che rivive, quasi come un’eco nella memoria, le tappe di una relazione segnata dalla sopraffazione. È un viaggio interiore che dalla paura e dalla dipendenza emotiva conduce alla consapevolezza e al distacco definitivo, fino alla scelta di ricominciare con coraggio.
Sul palco la protagonista già madre di due figli, Maria Giulia Scarcella, dialoga con la sua immagine in video ripercorrendo alcuni momenti con l’ex partner (interpretato da Stefano Detassis), padre dei suoi bambini, che appare in frammenti filmici come coscienza tardiva e di redenzione, incrinata dal rimorso. Questo doppio piano, scenico e audiovisivo permette di restituire lo scontro tra memoria e realtà. Tra ciò che si vorrebbe dimenticare e ciò che continua a tornare, creando un contrappunto drammaturgico che infonde profondità psicologica al racconto. La storia della protagonista come riflessione universale sulla condizione di tante altre donne anche in differenti culture.
La dimensione sonora è parte strutturale del progetto: voce, pianoforte, chitarre, tastiere e basso elettrico danno vita a un linguaggio delle emozioni che accompagna, sostiene e amplifica la narrazione. Elisa Amistadi (vincitrice, assieme a Simone Cristicchi, di Musicultura nel 2005), Renza Tavernini, Michele Fanini e Massimo Cristofolini costruiscono un paesaggio emotivo che accoglie le parole, le ferma o le spinge oltre. A questo impianto si affianca il movimento, affidato alle allieve e agli allievi del quinto anno del Liceo Coreutico “Agli Angeli” di Verona che attraverso gesti essenziali evocano conflitto, fragilità, resistenza. Il corpo diventa segno, memoria fisica del dolore e spazio possibile di rinascita.
L’idea e la regia sono di Paolo Fanini che firma i testi insieme a Maura Pettorruso. Voci Negate intende rappresentare la condanna verso qualsiasi forma di prevaricazione e violenza. E lo fa con un linguaggio scenico che parla direttamente ai giovani, senza retorica, per stimolare una riflessione autentica sulle dinamiche relazionali, sul rispetto e sulla capacità di riconoscere i segnali di abuso nelle forme più sottili.
La versione che andrà in scena al Ristori, al prezzo calmierato di 10 euro, è pensata per un pubblico dai 14 anni in su, con l’obiettivo di offrire alle nuove generazioni strumenti emotivi e culturali per riconoscere, interpretare e contrastare situazioni di violenza e controllo. La potenza delle immagini, l’intensità musicale e l’uso combinato di scena live e video porteranno il pubblico dentro una storia che non appartiene solo alla protagonista, ma ad ogni voce che nella realtà non riesce a farsi sentire.

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