Al Ristori “Emozioni cangianti” tra Šostakovič e Tchaikovsky
Giovedì 26 febbraio al Teatro Ristori il pianista Federico Colli e il trombettista Gabriele Cassone protagonisti della 27ª Stagione de “I Virtuosi Italiani” con il Concerto n.1 di Šostakovič e pagine di Tchaikovsky.
Serata tra le suggestioni sonore di Tchaikovsky e Šostakovič per la 27ª Stagione concertistica de I Virtuosi Italiani. Giovedì 26 febbraio, al Teatro Ristori, ore 20.30, ospiti del cartellone della storica realtà veronese saranno il pianista Federico Colli e il trombettista Gabriele Cassone, in una serata intitolata “Emozioni cangianti”.
Definito dal Daily Telegraph «dal tocco leggero e dalla grazia lirica» e da Gramophone come «uno dei pensatori più originali della sua generazione», Federico Colli è tra i pianisti italiani più apprezzati a livello internazionale. Pianista di raffinata sensibilità e personalità interpretativa fuori dagli schemi, si è affermato a livello internazionale grazie a una visione musicale profonda e originale. Vincitore del Leeds International Piano Competition 2012 e premiato al Concorso Chopin di Varsavia, è ospite delle principali sale da concerto e collabora con orchestre e direttori di primo piano.
Sul palco del Teatro Ristori, al fianco di Federico Colli ci sarà Gabriele Cassone, tra i più autorevoli interpreti della tromba a livello internazionale. Riconosciuto per l’eleganza del suono, il rigore stilistico e la profonda conoscenza del repertorio barocco e contemporaneo, Cassone è ospite delle principali istituzioni concertistiche europee e americane, ha collaborato con direttori e orchestre di prestigio, distinguendosi anche per l’impegno nella riscoperta di pagine rare e per l’intensa attività didattica. Celebre non solo come interprete su strumenti originali ma anche come compositore. Fu scelto da Luciano Berio quale interprete della prima esecuzione di Sequenza X per tromba sola e Kol-Od, sotto la direzione di Pierre Boulez.
Giovedì sera, Colli e Cassone eseguiranno il celebre Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1 in do maggiore di D. D. Šostakovič. Composto nel 1933, è una delle pagine più brillanti e sorprendenti del repertorio novecentesco. Nato come concerto per pianoforte e orchestra d’archi, l’inserimento della tromba solista ne amplifica il carattere ironico e teatrale, in un dialogo serrato e virtuosistico che alterna slanci lirici, citazioni parodistiche e improvvisi cambi di atmosfera. Tra energia trascinante e raffinata scrittura cameristica, l’opera rivela già la cifra inconfondibile del giovane compositore russo: un equilibrio sottile tra leggerezza e inquietudine, capace di conquistare il pubblico con intelligenza, ritmo e straordinaria forza comunicativa.
L’esecuzione del Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1 in do maggiore sarà preceduta, in apertura di concerto, dall’Elegia per archi in memoria di Ivan Vasilyevich Samarin di P. I. Tchaikovsky, affidata all’Orchestra de I Virtuosi Italiani, brano composto da Tchaikovsky nel 1870 in omaggio al celebre attore russo, figura di spicco del Teatro Maly di Mosca. Affidata alla sola compagine degli archi, l’opera si sviluppa come un canto dolente e nobile, attraversato da un lirismo profondo e da un senso di composta malinconia.
A chiudere il concerto sarà l’esecuzione della Sinfonia da camera op. 110/a, trascrizione per orchestra d’archi realizzata da Rudolf Barshai del famoso Quartetto per archi n. 8 in do minore, op. 110 di Šostakovič, con piena approvazione del compositore. L’opera, dedicata «alle vittime del fascismo e della guerra», è attraversata dal celebre motivo DSCH – sigla musicale del nome di Šostakovič – che ritorna come una firma autobiografica. Tra tensione drammatica, richiami ad altre pagine del suo catalogo e momenti di struggente lirismo, la partitura si configura come una delle confessioni più intense e dolorose del Novecento, un potente affresco sonoro di straordinaria forza emotiva.
Info, biglietti e abbonamenti – I biglietti sono acquistabili sul sito https://ivirtuositaliani.vivaticket.it o in biglietteria, presso Piazzetta Ottolini 9 a Verona. Per info e costo biglietti e abbonamenti: www.ivirtuositaliani.eu.
Una novità: da quest’anno sono stati creato due nuovi abbonamenti flessibili, da 5 o 10 ingressi, validi per tutti gli spettacoli e per tutte le rassegne: Stagione Concertistica, I Concerti della Domenica e I Lunedì Cameristici. Si tratta degli abbonamenti Open con i quali è possibile costruire la propria personale agenda di spettacoli. Gli Open, superando la modalità del posto e della data fissa, permettono di scegliere trasversalmente alle serate e di risparmiare sull’acquisto del biglietto singolo. Si ha tempo fino a un’ora prima dell’inizio dello spettacolo per decidere quale opera vedere (salvo disponibilità dei posti).
Anche per la Stagione 25-26 sono rinnovate le convenzioni già in atto con diversi Istituti scolastici della città e della Provincia, con il Conservatorio di Musica dall’Abaco di Verona con l’Università degli Studi di Verona, l’Associazione ANTEAS, l’Università dell’Educazione Permanente del Comune di Verona, offrendo la possibilità principalmente ai giovani di partecipare alle prove di preparazione dell’orchestra e dei suoi artisti ospiti, nonché di godere, insieme alle famiglie e al corpo docente, dei concerti a tariffe agevolate. Un elenco dettagliato delle convenzioni lo si può trovare al sito wwww.ivirtuositaliani.eu.
Per informazioni: segreteria.ticket@ivirtuositaliani.eu, +39 392 7178741.

Leggi ora
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita

