Xylella, Prandini e Centinaio sorvolano area infetta

Il presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ed il Ministro delle Politiche Agricole, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio sorvoleranno in elicottero l’area infetta da Xylella per verificare dall’alto la strage di ulivi che avanza inesorabilmente in Salento.

Una iniziativa che fa immediato seguito alla valutazione dei rischi da Xylella fastidiosa per piante e colture dell’Unione europea pubblicata dall’Efsa, l’Autorità Alimentare Europea. Il sopralluogo aereo partirà dall’aeroporto di Brindisi alle ore 10,45 e terminerà a Lecce. Qui la delegazione di Coldiretti accompagnerà il Ministro Centinaio alla grande assemblea di agricoltori che si terrà in città alle ore 12,00 presso il Teatro Politeama Greco.

Dopo i gravi ritardi accumulati negli anni, l’iniziativa della Coldiretti segna l’importante cambio di passo. Con l’approvazione del Decreto emergenze arriveranno interventi decisivi per tutelare l’ambiente, far ripartire l’attività produttiva e fermare il contagio. Xylella che avanza inesorabilmente verso nord a una velocità di più 2 chilometri al mese. La strage di ulivi conta attualmente 21 milioni di piante infette. 

Dall’autunno 2013, data di accertamento della malattia su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la Xylella – sottolinea Coldiretti –ha potuto estendersi poichè mancava una strategia efficace per fermare il contagio. Dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, la Xylella ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando fino a Monopoli.

Il conto dei danni in Italia è salito a 1,2 miliardi di euro per colpa di errori e incertezze che hanno favorito l’avanzare del contagio. L’Efsa chiarisce che non esiste ancora una cura in grado di eliminare il batterio vegetale Xylella fastidiosa che minaccia non solo i Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio Ue. Si deve quindi intervenire – sostiene la Coldiretti – per fermare il dilagare della malattia. Nelle aree infettate occorre trovare adeguati sistemi di convivenza, come innesti e sovrainnesti con varietà resistenti.

Sotto accusa le responsabilità regionali e comunitarie, a partire – continua la Coldiretti – dal sistema di controllo dell’Unione Europea che ha lasciato passare materiale infetto. Il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene.