Vino, Villa Canestrari: «Siamo pronti a ricominciare»

Il settore vitivinicolo è uno dei comparti trainanti del nostro Paese e, in particolar modo, della nostra Regione, il Veneto. Nonostante la pandemia, infatti, quello del vino Made in Italy è uno dei pochi settori che, nel 2020, con l’export, ha guadagnato 6,3 miliardi di euro. Eppure, stando a Coldiretti, la pandemia ha messo in luce un fenomeno in atto da alcuni anni, ossia la perdita di valore del vino. Un fatto che colpisce più duramente le medio-piccole aziende diffuse sul territorio regionale. A parlarci dello stato di salute del settore è stato il titolare dell’azienda agricola Villa Canestrari, Francesco Bonuzzi.

Facciamo un passo indietro di qualche mese: come avete reagito alla prima ondata della pandemia? Quanto è stato difficile gestirla?

«La prima ondata non è stata una cosa che ci ha allarmati più di tanto. Sicuramente abbiamo vissuto con un blocco totale nel giro di breve tempo e si sono fermati i mercati in Italia e all’estero. Dopo un primo momento ci siamo riorganizzati a livello di vendite e contatto clienti e tutto sommato è stato un periodo che non è andato troppo male».

Per quanto riguarda le vendite c’è stato un calo sensibile, a causa del Covid, o il mercato è rimasto stabile?

«Bisogna differenziare le aziende produttrici di vino. Per le aziende che lavoravano con la grande distribuzione è stato un periodo positivo, ma per le aziende di piccole-medie dimensioni come la nostra è stato un momento in cui abbiamo perso una buona parte delle vendite. Ora quello che sento ripetere dai produttori in questi giorni è “speriamo sia finita”. Siamo pronti a ricominciare e un po’ di ottimismo, negli ultimi giorni, si avverte. Certo questa situazione deve finire in breve tempo, perchè tutte le aziende agricole sono in sofferenza».

Su quanto affermato da Coldiretti sulla svalutazione del vino, cosa ci dice? È un fenomeno che sta prendendo piede davvero?

«C’è stato un periodo, verso fine 2020, in cui c’è stato effettivamente un calo di prezzi che ci ha allarmato, ma il mercato si è già ripreso. Sicuramente parlando di vini giovani che vanno bevuti nel giro di un anno o un anno e mezzo una svalutazione c’è stata, ma è legata al fatto che ci sono più giacenze nelle cantine. Sui vini come il Valpolicella Ripasso o l’Amarone il problema non si pone, perchè entra nel mercato dopo qualche anno».

C’è ottimismo, quindi, nell’aria, ma cosa c’è nel futuro di Villa Canestrari?

«Sicuramente vediamo che la situazione sta migliorando e uno degli indicatori sono gli Stati Uniti: ci sono già state richieste campionature, abbiamo già chiuso dei contratti anche con importatori nuovi, quindi si sente che a breve ricominceremo e credo che anche a livello italiano torneremo alla normalità».