Vinitaly in Russia, tappe a Mosca e San Pietroburgo

Vinitaly in Russia
Nella foto allegata, da sinistra: Stevie Kim, managing director di Vinitaly International; Pasquale Terracciano, ambasciatore d’Italia a Mosca; Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere; Pier Paolo Celeste, direttore dell’Ufficio ICE di Mosca.

Doppio appuntamento per Vinitaly a Mosca e San Pietroburgo. In Russia sono sbarcate 43 cantine italiane al seguito della grande manifestazione dedicata al mondo del vino e dei distillati.

In dieci anni i russi hanno radEcdoppiato la spesa in campo enologico negli ultimi dieci anni. Un mercato con un valore di 3,9 miliardi di euro, settimo a livello globale per il settore vinicolo secondo i dati del 2017.

La missione commerciale organizzata da Veronafiere, con il supporto di Ice-Agenzia e dell’Ambasciata italiana, ha preso il via ieri a Mosca. Nell’hotel Lotte si è tenuta una giornata di degustazioni e incontri b2b con 18 importatori russi e distributori locali selezionati.

In calendario anche i seminari della Vinitaly International Academy, per formare i buyer stranieri sulle specificità delle etichette e della biodiversità dei vitigni italiani. Con l’occasione, l’italian wine ambassador Nikolay Chashchinov ha presentato al pubblico “5StarWines-The Book”, la guida internazionale di Vinitaly che raccoglie i migliori vini.

“Secondo le analisi del nostro Osservatorio Vinitaly-Nomisma – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, Mosca sarà un mercato chiave per il vino anche nei prossimi 5 anni, con un tasso di crescita a valore attorno al 4,5% annuo, complice il previsto aumento del pil pro-capite e del peso dell’upper class. Grazie a 255 milioni di euro di vendite del 2017, oggi l’Italia è il principale fornitore con una quota di mercato del 29%, ma ci sono ancora ampi margini per migliorare. Per farlo servono promozione strutturata e programmi educational mirati sui nostri prodotti vitivinicoli: quello che Vinitaly fa in Russia dal 2004”.

Nei primi 8 mesi di quest’anno l’import vitivinicolo russo è aumentato a valore del 3,3% a fronte di +1% dell’export italiano verso la Federazione russa che ha visto un leggero rallentamento dei vini fermi (-2%), parzialmente compensato da un +7,5% degli spumanti. Lo scorso anno la Russia ha chiuso al 10° posto tra i top-importer mondiali, per un controvalore di 880 milioni di euro (+33% sul 2016).

«Il plauso per i risultati fin qui raggiunti – commenta Pasquale Terracciano, ambasciatore d’Italia a Mosca, dall’inaugurazione della 15ª edizione di Vinitaly Russia – va a Veronafiere, ai produttori italiani e ai distributori russi. A tutti loro il merito di continuare a lavorare per far crescere la diffusione del nostro vino, puntando sul valore aggiunto di tradizioni e territori unici apprezzati in tutto il mondo». All’evento, presenti anche Pier Paolo Celeste, direttore dell’Ufficio Ice di Mosca e Marisa Florio, direttore della Rappresentanza a Mosca della Camera di commercio italo-russa.

Dopo Mosca, il tour di Vinitaly fa tappa oggi a San Pietroburgo, con un evento b2b serale che coinvolge produttori italiani e una rappresentativa commerciale russa. Protagonisti della cena di lavoro, venti differenti vini, in rappresentanza di tutte le regioni italiane.  L’iniziativa è stata pensata anche per celebrare la concomitanza della Settimana della cucina italiana nel mondo (19-25 novembre).