Via libera ad agriturismi per ristorazione e pernottamento

Dopo settimane di incertezza è arrivato l'ok da parte del premier Conte e dal Governatore del Veneto Zaia, per consentire agli agriturismi del Veneto di ripartire sia con i pernottamenti che con la ristorazione.

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Da oggi, insieme a tante attività in tutta Italia, è arrivato il via libera anche per l’attività degli agriturismi sia per quanto riguarda la ristorazione, sia per il pernottamento. A questo riguardo, nei giorni scorsi, era esplosa la protesta dopo un tira e molla normativo che in un primo momento aveva autorizzato gli agriturismi a ospitare sia il personale ospedaliero che quello legato ad attività aziendali, con un dietrofront arrivato pochi giorni dopo. Dubbi finalmente fugati dal decreto del premier Giuseppe Conte e dall’ordinanza successiva del governatore veneto Luca Zaia, che ha recepito il dpcm.

«L’ordinanza regionale parla finalmente chiaro – spiega Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto, l’associazione che riunisce gli agriturismi regionali di Confagricoltura – Dal 18 maggio è ammesso lo svolgimento, nel rispetto delle linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, delle attività di tutte le strutture ricettive, quindi alberghi, bed & breakfast, agriturismi e tutte le altre strutture alberghiere ed extralberghiere. Nella stessa ordinanza c’è il via libera anche alla ristorazione. I nostri agriturismi hanno lavorato molto, nelle ultime settimane, per essere pronti a questo momento. Sono attrezzati per l’accoglienza dell’ospite in sicurezza, con dispositivi di sicurezza, misure di sanificazione degli ambienti e distanziamento sociale. Stiamo approntando anche l’adeguata cartellonistica per informare sia i nostri ospiti, sia per tenere sotto controllo la situazione all’interno dei locali».

L’agriturismo può giocare un ruolo chiave nell’estate della fase 2, perché muterà radicalmente sia la tipologia di turismi, che sarà soprattutto italiana, sia il concetto di turismo, che andrà ripensato e riorganizzato secondo le nuove esigenze del distanziamento sociale e della vacanza di prossimità. «Le nostre aziende nel Veronese hanno tutte una caratteristica unica – sottolinea Alessandro Tebaldi, presidente di Agriturist Verona -. Sul lago di Garda, così come in collina, in montagna o in pianura, ci sono sempre contatto diretto con la natura, spazi ampi, sistemazioni indipendenti, appartamenti, lontananza dalla folla, dal chiasso, all’insegna del benessere e del buon cibo genuino e locale. Abbiamo anche alcuni agricampeggi per chi volesse stare completamente isolato nella natura. Una vacanza che calza a pennello con le nuove esigenze per uscire dall’emergenza Covid-19. Ora però dobbiamo investire in marketing pubblicitario. È vero che comincia ad arrivare qualche richiesta di  famiglie che cercano la mezza pensione o la pensione completa, ma l’andamento della stagione, alla luce delle disdette soprattutto da parte degli stranieri, è alquanto incerta. Vedremo come andrà nelle prossime settimane. Di certo c’è che abbiamo perso l’inizio della stagione, che equivale a metà del nostro fatturato, e dobbiamo sperare di lavorare molto per tentare un recupero, seppur parziale».