Via della Seta, Mise: «Nessun accordo sul 5G»

Via della Seta

Numerose dichiarazioni sono giunte ieri in giornata dai palazzi ministeriali sul tema della Via della Seta (“Bri” o  “Obor”, secondo acronimi inglesi), l’accordo per una rete di infrastrutture promossa dalla Cina fra Oriente ed Europa.

«Il Memorandum of Understanding tra Italia e Cina non comprende alcun accordo inerente la tecnologia del 5G». Lo precisa il Mise, Ministero dello Sviluppo economico, ricordando che lo scorso febbraio «il ministro Di Maio ha istituito presso l’Iscti del Mise il Centro di valutazione e certificazione nazionale per la verifica delle condizioni di sicurezza e dell’assenza di vulnerabilità di prodotti, apparati, e sistemi destinati ad essere utilizzati per il funzionamento di reti, servizi e infrastrutture strategiche, nonché di ogni altro operatore per cui sussiste un interesse nazionale».

L’iniziativa italiana sul Memorandum sulla Belt and Road initiative (Bri) «declinata su un piano economico-commerciale, non vale a ridisegnare il quadro dei rapporti politici e la collocazione euro atlantica del nostro Paese». Lo affermano fonti di Palazzo Chigi intervenendo sul dibattito sul memorandum sulla Via della Seta. «La Via della Seta, oltre a essere un importante progetto di connettività infrastrutturale, può infatti rappresentare un’opportunità per l’Italia e per la Ue e l’occasione per introdurre i nostri criteri e standard di sostenibilità finanziaria, economica e ambientale», sottolineano.

«Nella collaborazione con la Cina, come con ogni altro Paese, poniamo massima attenzione alla difesa dei nostri interessi nazionali, alla protezione delle infrastrutture strategiche, incluse quelle delle telecomunicazioni, e quindi alla sicurezza cibernetica. Il testo (del possibile Memorandum sulla Via della Seta, ndr) su richiesta italiana, imposta con grande chiarezza tale possibile collaborazione sui principi, cari a tutta l’Ue, di trasparenza, sostenibilità finanziaria ed ambientale». Affermano inoltre le fonti di Palazzo Chigi.

Viste le numerose dichiarazioni, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha voluto fare chiarezza. «Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding. Si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei, nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata»: così il ministro rispondendo ad alcune domande sulla nuova via della seta della Cina. Cambiare le regole commerciali «non sarebbe nelle possibilità italiane visto che è una competenza europea, credo che si stia facendo un po’ una tempesta in un bicchier d’acqua».

«Non abbiamo pregiudizi, ma molta prudenza». Lo ha detto all’Ansa il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine del tour elettorale per le Regionali in Basilicata. «Siamo favorevoli al sostegno e all’apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture».  (Ansa)

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