Azione Verona: «Verona diventi protagonista dell’idrogeno verde»

Azione Verona lancia un appello per rendere Verona una protagonista nazionale dell'idrogeno verde e invita la neonata MuVen (fusione AGSM - AIM) a cogliere opportunità di crescita e sviluppo.

Il sindaco di Verona Sboarina e il collega di Vicenza Rucco al momento della firma finale sulla fusione AGSM-AIM, da cui è nata MuVen

Azione Verona lancia un appello per fare di Verona una protagonista nazionale dell’idrogeno verde: un tema cruciale, anche in vista del Recovery Fund.

Marco Wallner, referente Azione Verona

«Dopo le recenti discussioni e polemiche su AGSM e il suo futuro, Azione Verona ritiene che sia il momento, per le forze politiche ed economiche veronesi, di trovare unità nel condividere la strategia futura per le più importante partecipata del Comune di Verona. La fusione con AIM rende la nuova MuVen un operatore ancora più importante, ma non basta per assicurargli centralità in un settore, quello delle multi-utility, in cui innovazione ed economie di scala sono fattori fondamentali per la sopravvivenza. MuVen è un gruppo in salute, con un azionariato pubblico che può e deve guardare al lungo periodo, e deve avere il coraggio di fare scelte lungimiranti. Il Recovery Fund Europeo, che ha nella Green Economy e nelle Energie Rinnovabili uno dei suoi capisaldi, rappresenta un’opportunità da non perdere, con fondi importanti e irripetibili da sfruttare per porre le basi per la crescita futura (Francia e Germania hanno destinato all’idrogeno verde investimenti rispettivamente per sette e nove Miliardi di euro)», è la posizione di Azione Verona espressa nella sua nota.

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Proseguono: «In Veneto esiste e sta crescendo l’Hydrogen Park di Maghera, su cui si stanno concentrando forti investimenti, e che può rappresentare un grande volano economico per tutto il Veneto. Verona, con MuVen, non può rimanere ai margini di questa opportunità: è necessario predisporre un forte piano di investimenti nella produzione di energia pulita da idrogeno verde, tramite impianti di elettrolisi, per diventare protagonisti di questo grande cambiamento in atto (tutte le principali società energetiche italiane ed Europee stanno progressivamente abbandonando la produzione di energia da combustibili fossili per virare sulle rinnovabili). Ma non può farlo da sola: serve l’impegno dell’azionista pubblico per favorire investimenti nelle infrastrutture di trasporto e distribuzione, e per questo occorre una pianificazione intelligente e accorta, di concerto con la Regione, degli strumenti del Recovery Fund».

«L’idrogeno verde rappresenta una grande opportunità per tutta l’economia veronese, stremata non solo dagli effetti della pandemia Covid-19, ma anche da anni di progressiva decrescita industriale: come certifica la Camera di Commercio, sui settori Industria/Agricoltura/Costruzioni si registra da anni un saldo negativo tra nuove imprese e imprese cessate (se guardiamo solo agli anni 2017/2018/2019, il saldo è negativo di 923 aziende, e dopo questo 2020 di crisi tutto fa pensare che la situazione si aggraverà ulteriormente). Infatti per produrre e distribuire l’idrogeno è necessaria un’ampia filiera di aziende che contribuiscono alla catena di fornitura: oltre 280 aziende per ogni GigaWatt di produzione (il Piano Europeo per le energie verdi prevede di arrivare a produrre 40 GigaWatt, e si può quindi immaginare quale sviluppo potrebbero avere le nostre aziende)».

Concludono infine con una visione a lungo termine: «Verona, con MuVen, potrebbe diventare un centro di eccellenza nel settore, sviluppando anche istituti di formazione, ITS, dedicati a creare quelle competenze professionali necessarie alle aziende del settore, e creando così nuovi e numerosi posti di lavoro, facendo tornare la nostra città quel polo di attrazione lavorativa che è stata fino a qualche anno fa, e che adesso purtroppo non è più».