Dopo 125 anni Verona perde Cattolica Assicurazioni

Dopo 125 anni di storia e legame con il territorio, cala il sipario sulla società cooperativa nata nel 1896 e sui suoi 18.600 soci. Dal 1 aprile entra in vigore la trasformazione in Spa. Con una quota del 24.5% il controllo passerà di fatto a Generali. Lanciata anche una petizione.

Cattolica Assicurazioni

Dopo Cariverona e Banco Bpm, dal 1 aprile, in seguito alla trasformazione in Spa, Verona perderà anche il controllo di Cattolica Assicurazioni. «Dopo 15 anni di gestione controversa da parte del CDA, oggetto recentemente anche di pesanti richiami da parte dell’Ivass, rimangono oggi solo poche briciole dei miliardi di euro di valore borsistico che nel 2007 Cattolica Assicurazioni capitalizzava» dicono dal gruppo di soci riunito in Casa Cattolica.

«Ancora una volta ad uscirne sconfitti, oltre le migliaia di soci, i mille e 400 dipendenti e i mille e 800 agenti, sono tutti i veronesi e i veneti che rischiano di perdere il legame con questa importante istituzione che ha garantito sviluppo dei nostri territori per tanti decenni» aggiungono da Casa Cattolica.

La trasformazione in Spa avviene in seguito al contestato aumento di capitale dello scorso 27 giugno, votato solamente dal 5,88% dei soci e all’altrettanto discussa assemblea straordinaria del 31 luglio (sulle recenti assemblee è in corso una indagine della Procura di Verona per illecita influenza di parte del Cda). «È stata quindi perpetrata, in pieno periodo COVID, in modi e tempi che non possono essere definiti adeguati e che rischiano di compromettere l’equilibrio e il mantenimento del valore generato da Cattolica, in termini di posti di lavoro e di impatto economico e sociale sul territorio» commentano da Casa Cattolica.

Sarà il voto di pochi grandi azionisti – in primis Generali Assicurazioni e la Berkshire Hathaway di Warren Buffet – ad eleggere nella prossima assemblea di maggio, il nuovo CDA chiamato al rilancio della compagnia. «Un CDA che sicuramente dovrà esprimere competenze e professionalità importanti – come chiede l’IVASS – ma che dovrà essere consapevole e rispettoso della storia di Cattolica Assicurazioni, degli investimenti dei piccoli soci (da domani azionisti) e del legame profondo con il territorio, per garantire un’evoluzione sostenibile del proprio modello d’impresa».

Casa Cattolica, la rete delle associazioni di soci Cattolica Assicurazioni e di rappresentanti della politica, delle imprese, di enti locali e di istituzioni del territorio, si farà parte attiva verso il nuovo CDA e gli stakeholder, promovendo la petizione “CATTOLICA NEL CUORE”, affinchè gli stessi si adoperino a tutelare gli asset basilari per lo sviluppo della compagnia, che un modello cooperativo ben gestito avrebbe dovuto tutelare in questi anni.

La petizione CATTOLICA NEL CUORE – Difendiamo Cattolica Assicurazioni e il suo futuro, punta a coinvolgere centinaia di soci e istituzioni, ed è da qualche giorno sottoscrivibile sulla piattaforma change.org.

Questi i tre punti fondamentali della petizione portati all’attenzione del nuovo CDA: 

  1. Attenzione alle persone: dipendenti (mantenimento dei posti di lavoro) ed agenti (centralità della figura sul territorio), in un’ottica di valorizzazione ed evoluzione continua delle professionalità;
  1. Mantenimento della sede legale e operativa a Verona, finalizzata ad una efficace salvaguardia dell’investimento fatto dai soci veronesi e alla ricaduta di valore sui territori storici di radicamento e riferimento
  1. Mantenimento della coerenza verso i valori fondativi di Cattolica e di una costante attenzione ai bisogni di determinati ambiti economici in primis quello della piccola e media impresa.

«A queste condizioni, tutti i soci e le istituzioni che fanno riferimento a CASA CATTOLICA fin da ora e in un’ottica di trasparente ma consapevole collaborazione, si dichiarano favorevoli a sostenere il nuovo corso e ad essere parte attiva del rilancio della compagnia con tutti gli attuali soci e con i nuovi partner industriali e finanziari – che con la sottoscrizione dell’ultima parte di 200 milioni di euro previsti dall’Ivass per mettere in sicurezza finanziaria la compagnia – decideranno di condividere il nuovo percorso».

«Ciò al fine di rendere questa evoluzione, che è stata causata da gravi errori di governance e da spinte di mercato, un’opportunità di sviluppo che mantenga solide radici nei valori fondanti e nell’esperienza di accompagnamento che Verona ha offerto a Cattolica, per ben 125 anni» concludono da Casa Cattolica.

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