Verona Economia guarda al 2026 di Milano-Cortina
A meno di 24 ore dall’inizio ufficiale delle Olimpiadi di Parigi 2024, evento atteso a livello globale che vedrà centinaia di azzurri e azzurre (dieci di loro terranno alta la bandiera della città scaligera) sfidarsi con atleti e atlete provenienti da tutto il mondo, la redazione di Verona Economia rivolge il suo sguardo già al 2026, anno in cui si svolgeranno i Giochi Olimpici invernali Milano Cortina.
In quell’occasione, infatti, la città di Verona sarà una protagonista indiscussa, visto che l’Anfiteatro Arena sarà sede della Cerimonia di chiusura dell’Olimpiade e di apertura della Paralimpiade.
Per celebrare l’appuntamento, dal 19 luglio scorso è disponibile in 130 edicole di Verona e Provincia la rivista “Verona Economia – infrastrutture e Sviluppo” dal titolo “Verona a cinque cerchi”.
L’articolo di apertura mette a confronto tre studi curati dall’Università Bocconi, da Ca’ Foscari e da alcuni docenti dell’ateneo veneziano, con l’obiettivo di calcolare quale potrebbe essere l’impatto economico e sociale sulla macro regione del Triveneto e del Veneto in particolare.
Oltre a questo, la pubblicazione nata dalla collaborazione tra il Gruppo Verona Network e il Gruppo L’Adige, mette in fila una quindicina di opere strategiche già avviate o in fase conclusiva (A22, A4, TAV, Aeroporto Catullo, Consorzio ZAI, Filobus, Collettore del Garda…), ed eventi internazionali (tra cui le recenti elezioni europee), che hanno e avranno un peso specifico importante per la crescita della nostra città nei prossimi anni.
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La rivista si apre con l’editoriale del direttore Matteo Scolari dal titolo «È il momento di osare. Di nuovo», che rappresenta una chiara esortazione all’innovazione e al cambiamento, di cui Verona si è sempre resa pioniera nell’ambito delle infrastrutture.
«Abbiamo voluto ricordare, in un unico prodotto editoriale, la visione di insieme che ha contraddistinto il successo delle imprese scaligere, come fu, ad esempio, nel Dopoguerra, il Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa, fornendo ai lettori gli strumenti per comprendere il lo sviluppo della città di Verona, per consegnare alle nuove generazioni un contesto infrastrutturale all’altezza del nostro passato».
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