Variante Covid, giornata difficile per Piazza Affari
Avvio molto difficile per Piazza Affari, sostanzialmente in linea con le altre Borse europee: l’indice Ftse Mib ha aperto in calo del 2,30%. Sui mercati pesano soprattutto i blocchi e le preoccupazioni per la “variante inglese” del virus, ma anche la sterlina che soffre l’ipotesi di Brexit senza accordo e le tensioni sul prezzo del petrolio.
Scivolone dei mercati azionari del Vecchio continente in partenza di settimana: Parigi ha aperto in calo del 2,4%, Londra in ribasso dell’1,8%, Francoforte dell’1,7%. La peggiore è Madrid, in negativo del 2,9%. Le Borse in avvio di seduta pagano anche la sterlina che soffre l’ipotesi di Brexit senza accordo e le tensioni sul prezzo del petrolio.
Nel paniere a elevata capitalizzazione di Piazza Affari comunque i cali maggiori sono di Leonardo, in ribasso del 3,9%, con Saipem ed Eni in calo di tre punti e mezzo sulle tensioni del prezzo del petrolio. Passaggio in asta di volatilità per Tim dopo ribassi superiori al 3% e un rientro in calo di circa due punti percentuali. Vendite anche nel settore del credito, con Mediobanca in calo attorno ai tre punti, Intesa del 2,7% e Unicredit del 2,6%. Provano a tenere i farmaceutici, con Recordati che cede lo 0,6% e Diasorin che cresce di circa un punto percentuale.
La first minister scozzese Nicola Sturgeon ha chiesto al premier britannico Boris Johnson di lavorare per un’estensione del periodo di transizione della Brexit per concentrare tutti gli sforzi del governo sulla variante del Covid. «È adesso imperativo che il Primo Ministro cerchi un accordo per estendere il periodo di transizione della Brexit. Il nuovo ceppo di Coronavirus – e le sue varie implicazioni – ci impone di affrontare una situazione profondamente grave e richiede la nostra attenzione al 100%. Sarebbe inconcepibile aggravarlo con la Brexit», ha scritto Sturgeon su Twitter. (Ansa)
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