Dichiara Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona: «Federfarma si è sempre spesa a fianco delle istituzioni e della nostra ASL per far rispettare le ordinanze relative al contenimento del contagio. Si tratta di un atteggiamento di grande responsabilità che le farmacie hanno assunto fin dall’inizio della pandemia: da subito abbiamo cercato di essere anche informatori per la cittadinanza, per far capire che mantenere le distanze, indossare le mascherine e ottemperare alle leggi del DPCM significava bene per tutti nel rispetto delle norme di buona salute pubblica per il contenimento del contagio.

La farmacia è capillarmente presente sul territorio e continua a fare il suo lavoro come ai tempi della grande emergenza iniziale di marzo, con grande impegno, in un quotidiano che deve essere ristabilito. La popolazione acquista certamente mascherine chirurgiche e FFP2, con la coscienza di ottemperare alle leggi dei nuovi DPCM».

La presidente traccia un bilancio sul periodo trascorso: «Il mese di marzo è stato certamente un periodo molto difficile e impegnativo per tutti noi, senza precedenti. In questo mese le farmacie hanno reagito come una grandissima squadra, sono rimaste sempre aperte nel loro territorio, rispettando in maniera efficace ed efficiente quello che gli veniva impartito».

Sul presente dichiara: «Oggi devo dire che siamo forti anche di questa esperienza, siamo molto più sicuri, preparati e anche un po’ più tranquilli, sempre pur nel dubbio di contrarre il contagio. Viviamo in barricata tutti i giorni – afferma Vecchioni –, non possiamo dimenticarci di avere tutti i nostri DPI a disposizione ma vogliamo comunque continuare nel trasferire con senso civico la serenità di un quotidiano che deve essere responsabile, ma anche di vita normale per tutti noi».

Vecchioni commenta dunque la campagna di vaccinazioni: «Oggi parte la campagna di vaccinazione delle cosiddette categorie fragili, di tutte quelle categorie a rischio aventi diritto della vaccinazione da parte dei medici della medicina generale: i bambini fino a sei anni e gli adulti over 60. Per la popolazione attiva, che non rientra in queste categorie a rischio, l’accordo con la Regione Veneto è stato raggiunto ma le dosi dei vaccini – circa 5000 per la provincia di Verona, una ventina per farmacia – arriveranno nelle farmacie intorno ai primi di novembre, quando la gran parte della campagna dei medici di medicina generale sarà ultimate. Poi arriveremo a coprire la percentuale di popolazione mobile, quella che lavora e che nonostante non sia a rischio ha comunque il desiderio di potersi vaccinare».

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«La richiesta di vaccini è molto ampia: ci aspettiamo un 40% in più di richieste di vaccinazioni rispetto al 2019, anche perché la vaccinazione servirà a screenare le due patologie, costituendo un fattore importante per la fase diagnostica per distinguere la persona malata di Covid da chi invece ha una influenza stagionale. Certamente il disagio ci sarà ma ci auguriamo comunque che le istituzioni mettano a disposizione un numero maggiore di dosi per le farmacie e la popolazione attiva. Auspichiamo di raggiungere quel quantitativo di oltre 90 mila dosi regionali che erano state preventivate dai nostri vertici regionali. Ci auguriamo di arrivare a coprire nel minor tempo possibile la popolazione che ci chiede tutti i giorni in farmacia con forza di potersi vaccinare», conclude Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona.