Una Verona da primato al 1° Congresso nazionale dei Paesaggi rurali storici

Da domani a domenica si terrà a Firenze il primo Congresso che riunisce tutti i Paesaggi di interesse storio rurale. La nostra provincia, unica in Italia, ne conta tre nel Registro nazionale. L'evento sancirà la nascita della Federazione dei Paesaggi storici rurali d'Italia.

I promotori del progetto Alti Pascoli della Lessinia.

Da venerdì 5 a domenica 7 novembre prossimi si terrà a Firenze, nell’ Auditorium di Sant’Apollonia, il primo Congresso nazionale dei Paesaggi rurali storici italiani, che sancirà la nascita della Federazione degli stessi. Si parlerà di territorio, produzioni tipiche, cultura enogastronomica e modelli di sviluppo alternativi. L’evento è organizzato da Università degli Studi di Firenze, insieme allo spin off Horizons, la start up dell’Università di Firenze che si occupa della valorizzazione del paesaggio rurale, in collaborazione con il MIPAAF – Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Consiglio della Regione Toscana.

Al Congresso ci sarà anche una bella fetta di provincia veronese, che detiene il primato di avere al suo interno il maggior numero di realtà riconosciute, con tre paesaggi storici iscritti: Colline vitate del Soave, Colline terrazzate della Valpolicella e Alti Pascoli della Lessinia.

Per la Lessinia e la Valpolicella (ultimo territorio in ordine cronologico ad entrare nel Registro nazionale) la fase di studio e progettazione è stata finanziata dal GAL Baldo-Lessinia con la misura 16.5.1 (Progetti collettivi a carattere ambientale funzionali alle priorità dello sviluppo rurale – Fase 1 – Animazione e studio), con la finalità di valorizzare i paesaggi rurali identitari di luoghi e tradizioni, come espressione dell’eredità culturale delle popolazioni interessate e testimonianza del patrimonio storico-paesaggistico del nostro territorio.

Per questo territorio ci sarà Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar, capofila del progetto di candidatura che ha portato lo scorso luglio all’iscrizione nel registro delle Colline terrazzate della Valpolicella, progetto che ha visto partecipi i Comuni di Negrar, Marano, Fumane, San Pietro e Sant’Ambrogio, il Dipartimento di Economia Aziendale dell’l’Università di Verona e il GAL Baldo Lessinia. Con lui, a raccontare le peculiarità del territorio, ci saranno l’architetto Chiara Zanoni, coordinatrice del progetto, e Fausto Rossignoli, vice sindaco di Negrar.

Interventi e lavori previsti nella giornata di sabato 6 novembre. «Sarà per me un piacere raccontare il nostro territorio e descrivere una realtà rurale legata a vini di qualità e alle antiche ville che da sempre sono state e rimangono centri propulsori del sistema agricolo locale; ed ancora, la coltivazione tradizionale della pergola veronese, la biodiversità e il paesaggio caratterizzati non solo dai vigneti ma anche dalla presenza di ciliegi e olivi, colture che anche se oggi rendono poco economicamente, sono determinanti per differenziarci e renderci attraenti nei confronti del turista rurale”, anticipa Chiara Zanoni. Aggiunge Fausto Rossignoli: «Tre dei 27 Paesaggi sono veronesi: la Valpolicella, la Lessinia e il Soave, a testimonianza che le nostre aziende e i nostri prodotti possono contare su un territorio di eccellenza che costituisce un importante valore aggiunto. Tutti i dati dimostrano, infatti, che un paesaggio di pregio aggiunge valore a quello intrinseco dei prodotti di un territorio».

Sottolinea il presidente del GAL Ermanno Anselmi: «Questi traguardi aiutano il territorio a riflettere su se stesso, il che non è scontato. Abbiamo sollecitato la cooperazione fra più attori per riuscire a creare un pensiero. Per me, come ho già detto, l’obiettivo è stato raggiunto soprattutto perchè si è riusciti a lavorare tutti insieme. Con questo progetto siamo riusciti a fare sistema e a raggiungere l’obiettivo. L’iscrizione è uno strumento che viene messo a disposizione del territorio, degli amministratori, della politica per riuscire a tracciare una via di sviluppo sostenibile degli alti pascoli».

Il “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” (D.L. 17070 del 19-11-2012) è stato costituito al fine di raccogliere le candidature di Enti del territorio nazionale interessati, che soddisfino determinati requisiti di ammissibilità, approvati in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni.

Il Ministero identifica e cataloga in questo Registro “i paesaggi rurali tradizionali o di interesse storico, le pratiche e le conoscenze tradizionali correlate” e di conseguenza ne definisce la loro significatività, integrità e vulnerabilità. Dopo opportuna verifica dei suddetti requisiti di ammissibilità da parte dell’ONPR, viene emesso un decreto, a firma del Ministro, che contiene le motivazioni del riconoscimento e determina quindi l’iscrizione al Registro.

L’importo finanziato totale è stato di 100.000 euro; con 50.000 euro è stato possibile realizzare uno “studio di fattibilità per la realizzazione di progetti di recupero, conservazione e valorizzazione del Paesaggio Rurale Storico degli Alti Pascoli della Lessinia”, che si è tradotto nella redazione di relazioni e studi sul paesaggio storico e rurale, utili per la stesura del dossier necessario per ottenere l’iscrizione al Registro nazionale.

«È la vittoria di un gruppo e di un territorio che ha saputo unire tutte le forze positive e propositive» ha detto Giuliano Menegazzi coordinatore del progetto. «Abbiamo saputo costruire un modus operandi per garantire non solo la salvaguardia del paesaggio, ma anche di tutto quello che ad esso si collega. Il territorio vale tanto ed il risultato è arrivato. Questa è la conclusione di un percorso, ma anche un nuovo inizio ancora più importante».

Per il progetton”Alti Pascoli” scenderanno a Firenze lo stesso Menegazzi, ora anche presidente del Parco Naturale Regionale della Lessinia, Raffaello Campostrini, sindaco di Sant’Anna d’Alfaedo in rappresentanza degli altri sindaci coinvolti nel progetto, Davide Pasut per i tecnici e Francesco Albi presidente del Consorzio Monte veronese.

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