Il turismo corre verso l’Est veronese

A Monteforte, in piazza Venturi, è attivo nel fine settimana lo IAT (ufficio di informazione e assistenza turistica) che unifica i tre comuni dell’Est veronese con l’intento di promuovere il territorio grazie all’attività di volontariato di giovani, ma anche di storici e conoscitori del territorio. Un vero e proprio punto di riferimento della Valdalpone per il turismo e per quelle aziende che vogliono raccontarsi, portando gratuitamente il loro materiale.

La Valdalpone è quella terra di mezzo tra Verona e Vicenza che racchiude innumerevoli eccellenze localizzate in un percorso che si dirama tra montagna, collina e pianura, spaziando tra storia, cultura, natura, enogastronomia e tradizioni diverse che identificano ogni suo piccolo paese. Ma che cosa mancava per valorizzare, unire e promuovere questo territorio? Nonostante non sia un buon periodo per gli uffici turistici, visti i tagli dei fondi alle regioni e il passaggio della delega al turismo dalla provincia ai Comuni, grazie all’impegno di giovani volontari e al dialogo costruito nel tempo tra i paesi, lo IAT, che si promette di promuovere tutte le attività, gli eventi, i prodotti, la cultura, l’arte e le tradizioni dell’Est veronese, ha aperto le sue porte a Monteforte.

«La buona volontà, l’impegno di amministratori senza fede partitica e di comuni diversi, ha permesso, grazie ai volontari nella gestione e alle associazioni dei paesi che contribuiscono ad allestire e a promuovere l’ufficio nelle manifestazioni, di attuare questa iniziativa come fondamentale centro di promozione del territorio, riconosciuto dalla Regione Veneto. In uno spazio piccolo ci sono molte differenze e diversi prodotti caratteristici (il vino, l’olio, le ciliegie, le castagne e i formaggi), ma mettendoci insieme creiamo collaborazione per migliorare le nostre capacità di attrarre la clientela. L’ufficio in cui si trova lo IAT è la stanza di un palazzo vescovile del 1400 che in dieci anni è stato aperto e chiuso molte volte e fino a marzo 2015 era adibito a magazzino. A fine agosto, dopo essere stato sistemato, riprendendo l’arredamento poco sfruttato di altri ambienti comunali, abbiamo cominciato ad aprirlo. Il personale è composto da Andrea Dal Bosco, Mirca Mattioli, Maria Favaretto e Michela Maran, tutti concittadini volontari», afferma Rosario Maccarrone, assessore alla Cultura e alle Attività Produttive di Monteforte.

«Ci siamo presentati al mondo partecipando al primo Salone del Turismo Rurale, presso Fieracavalli dal 5 all’8 novembre, con il progetto Est Veronese Produce che propone abbinate di eventi sportivi ed enogastronomici con itinerari a cavallo tra degustazioni di vino e prodotti tipici, oppure percorsi da fare a piedi per raggiungere il nostro territorio tra sentieri e luoghi antichi, e quelli da svolgere in bici. Per quanto riguarda lo IAT, era già da un anno che preparavamo le basi attraverso incontri istituzionali, iniziando già nel settembre 2014 il dialogo con i comuni limitrofi, constatando la discontinuità a livello turistico con l’ufficio di Soave. Le aziende, inoltre, si promuovevano autonomamente ma a livello istituzionale mancava loro il riconoscimento per essere in grado di accogliere il turismo al meglio. Infatti, il sistema di informazione da solo non può funzionare», spiega Andrea Dal Bosco, consigliere con delega al Turismo e Valorizzazione del Territorio di Monteforte e uno dei promotori dell’iniziativa.

«Bisognava omogeneizzare ed integrare per avere un dialogo uniforme con tutti i paesi che fanno parte del cosiddetto Cappello Est Veronese, altrimenti un paese da solo non è in grado di farsi valere. Per riuscire ad attirare turismo bisogna far sì che questi ultimi trovino nel nostro territorio tutto quello di cui hanno bisogno in maniera semplice, pensando così di creare un calendario unico delle manifestazioni maggiori e più importanti che identificano i paesi, tra cui la Montefortiana, la fiera di San Marco Est Veronese Produce e Innova di San Bonifacio e la mostra delle ciliegie di San Giovanni Ilarione», afferma Gianni Storari, assessore delle attività produttive di San Bonifacio.
Il simbolo di questo territorio è il busto benedetto, realizzato grazie ai contributi di tutte le cantine della Valdalpone, di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, primo ministro di re Teodorico di Verona. Egli, nel 500 d.C. descrisse il metodo di produzione e le caratteristiche organolettiche dell’antico vino acinatico, ovvero il Recioto della Valdalpone, ordinando, inoltre, in un’epistola al prefetto dell’annona, di spostarsi nell’Est veronese per procurarlo, ritenendolo un vino sacro come i valori del Cristianesimo, degno, per questa ragione, di essere sulla tavola del re e dei suoi ambasciatori.

L’ufficio è aperto il venerdì dalle 16 alle 18, il sabato dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 18, la domenica dalle 10 alle 12.