Turismo, presentata una nuova piattaforma digitale

La nuova piattaforma consentirà di monitorare i dati e i flussi del turismo per studiare le strategie di rilancio. Il Segretario CNA Veneto Matteo Ribon: «Il Veneto è unico e ricco di attrattive: non possiamo farci trovare impreparati».

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Si è riunito venerdì in conferenza stampa online l’Osservatorio Veneto sul Turismo per presentare la nuova piattaforma “Conoscere per programmare la ripartenza del turismo”, alla presenza dell’assessore regionale al turismo Federico Caner e del presidente Unioncamere Veneto Mario Pozza. Un’importante occasione per presentare caratteristiche, funzioni e finalità dell’Osservatorio Turistico Regionale Federato e della relativa nuova piattaforma digitale “Piazza dei Saperi”, piattaforma virtuale che raccoglie e organizza, in maniera analitica ed ordinata, i dati del turismo veneto. Ad oggi quaranta i sottoscrittori tra i quali CNA Veneto. Molte le proposte per la ripresa del comparto per questo 2021 appena iniziato, animate da una fondamentale convinzione: si deve cambiare prospettiva e piani di intervento.

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«Siamo soddisfatti del lavoro fatto per realizzare questa piattaforma  – ha affermato il Segretario di CNA Veneto Matteo Ribon –, perché è un esempio di sinergia tra Pubblico e Privato. In vista della prossima ripartenza tra primavera ed estate, sulla quale contiamo e per la quale ci impegniamo, dobbiamo lavorare insieme per sperimentare nuove forme di turismo più attrattive per i cittadini. Nel 2021 dobbiamo puntare su un Turismo di prossimità legato all’ambito esperienziale per far scoprire, o riscoprire, i gioielli nascosti del nostro territorio. Questo impegno deve divenire un volano in grado di far ripartire tutto il comparto, grazie al “turismo a chilometro zero”; date le ricchezze e le unicità presenti in Veneto, non possiamo farci trovare impreparati. Ben vengano quindi le politiche, ma soprattutto l’esperienza degli operatori turistici con i quali si possono sviluppare sinergie per nuove proposte, dato che il nostro territorio è ricco di realtà ambientali, monumentali, artistiche e storiche della nostra ricca regione».

La Best Practice: “Venice Travel”

In questa direzione CNA già si era mossa lo scorso anno con una singolare e attraente Best Practice, esemplificativa di una vision che aveva già posto le basi su ragionamenti  nati dalla difficilissima situazione verificatasi con il prolungarsi della pandemia.

“Venice Travel”, è un progetto messo a punto dalla CNA del Centro Storico di Venezia realizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, la collaborazione del Comune di Venezia, e la partnership delle associazioni Venezia Da Vivere e Ca’ Foscari Alumni, che si propone di raccontare la città con dei percorsi scanditi dalle antiche botteghe e dal fascino dei suoi mestieri tradizionali. Un percorso composto da sei itinerari –  gioielli e bigiotteria; maschere; specialità gastronomiche; gondola; Murano; Burano – che coinvolgono 108 imprese altamente rappresentative del territorio lagunare, attraverso la valorizzazione del “saper fare” artigiano ed enogastronomico.

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«Venice Travel mira a mettere in campo un’offerta integrata tra artigianato, commercio e tipicità enogastronomiche, proponendo al turista un approccio sostenibile, “lento” e di alta qualità – spiega Roberto Paladini, direttore della CNA lagunare – . Si tratta di un progetto che attinge in modo cospicuo alle opportunità offerte dall’innovazione, giocando la carta dei contenuti digitali: video esperienziali, video interviste, post per i social network,  mappe scaricabili dal sito di supporto e stampabili, ma anche informazioni georeferenziate per aiutare l’orientamento del visitatore. 

Crediamo che questo progetto possa contribuire in modo significativo nel posizionare Venezia nel web valorizzandone le eccellenze, dando una nuova prospettiva alle imprese locali, che saranno trovate dal visitatore in modo maggiormente efficace grazie al lavoro di storytelling e di georeferenziazione svolto, con benefici diretti e tangibili. L’appello della CNA è quello di ripartire dal turismo locale comprando il nostro artigianato».

I dati del comparto prima e durante la pandemia

In Veneto la filiera del turismo comprende quasi 35.000 imprese e occupa oltre 163.000 addetti. Il sistema turistico, nel suo insieme, contribuisce a formare l’11,1% del valore aggiunto regionale. La domanda turistica in Veneto si caratterizza per la netta prevalenza degli stranieri (68%) e per una stagionalità ad alta intensità (il 65% delle presenze si concentra tra giugno e settembre).

Il 2019 era stato un anno record per il turismo veneto che aveva registrato oltre 20 milioni di arrivi e 71 milioni di presenze. Con l’inizio del 2020, l’arrivo della pandemia ha scritto una pagina drammatica per il comparto con una crisi che purtroppo, da previsione, perdurerà anche per tutto il 2021.

I primi due mesi del 2020, con le prime notizie dell’epidemia da Covid 19, avevano registrato un primo allarmante calo del -7,4%, ma è con il lockdown nel mese di marzo che sono crollati definitivamente i flussi turistici: -83,7% delle presenze, -95,7% in aprile, e -93,4% a maggio. Con il mese di giugno, una lievissima ripresa si era verificata grazie alla possibilità di viaggiare entro i confini regionali riportando ad un -79% e l’estate si era registrato un dato complessivo di -28% per concludere i primi 8 mesi dello scorso anno con un – 55,8%.

Un ulteriore tracollo è arrivato nei mesi invernali con la prevista seconda ondata di contagi che ha messo definitivamente in ginocchio il turismo invernale: alberghi e impianti sciistici chiusi, divieti di spostamenti tra regioni prima e tra singoli comuni poi e un lockdown nazionale a fasce colorate che ha impedito qualsiasi programmazione e azzerando completamente i fatturati di strutture alberghiere e ricettive, impianti sportivi, negozi, affitti stagionali. Ciò ha confermato l’ipotesi prevista dall’Organizzazione Mondiale del Turismo di un calo del fatturato complessivamente attestato tra il 60 e l’80%.