Un 2020 iniziato positivamente quello di ANCE Verona, la rappresentanza territoriale dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili che mira a tutelare l’imprenditoria edile e l’industria delle costruzioni. Dalla discussione dei contratti, a livello locale e nazionale, a servizi di accompagnamento per la partecipazione agli appalti pubblici: ANCE è un punto di riferimento fondamentale per le Imprese edili e per tutti gli operatori professionali del mercato edilizio.

«Il 2020 era per ANCE l’anno del rilancio – commenta il presidente Carlo Trestini –. Finalmente, soprattutto per la provincia di Verona, vedevamo dei segni positivi dopo 10 anni di crisi profonda. I dati segnavano una ripresa sostanziale e per questo avevamo grande ottimismo, legato anche a progetti e iniziative che con la nostra associazione stavamo e stiamo portando avanti. In questi ultimi anni il mondo delle costruzioni è cambiato tantissimo, le esigenze del mercato sono stravolte rispetto a 10 ani fa: ci siamo evoluti come imprese e come associazione, eravamo pronti a ripartire per mettere a frutto preparazione e impegno».  

Ora tutto si è stravolto e vige l’incertezza ma il presidente Trestini è convinto che ANCE non debba ridimensionare o ripensare in maniera profonda quanto era in programma per questo 2020. «La strada che stavamo intraprendendo veniva da una crisi profonda e perciò credo sia la strada giusta su cui proseguire anche dopo questo momento di difficoltà. Le ripercussioni sul nostro settore le vedremo in un secondo momento ma siamo preparati. Rimaniamo positivi e decisi a continuare nel nostro percorso». 

Fondamentale per affrontare il futuro sarà una nuova cultura del costruire che ANCE ha consolidato negli ultimi anni. Questo soprattutto grazie al coinvolgimento di un gruppo giovani molto vivace che l’associazione può vantare al suo interno. 

«Come ANCE siamo certi che il futuro dell’edilizia sarà molto diverso da quello attuale: si baserà sul risanamento delle città, sul risparmio energetico, adeguamento sismico, sulla rigenerazione delle città e sul recupero dei vecchi fabbricati. Avere all’interno un comparto di giovani molto attivo ci permette di vedere il futuro attraverso i loro occhi e comprendere il modo il cui vedono l’abitazione, gli uffici, i vari servizi. La visione che hanno i giovani sul concetto di abitazione e lavoro è molto diversa da quella della mia generazione e l’edilizia che ci viene richiesta mira a soddisfare queste esigente. È un’edilizia smart, di co-partecipazione e condivisione. La mia generazione vedeva l’abitazione come un investimento, come qualcosa di solido; oggi i giovani la vedono come qualcosa da usare, per un determinato periodo e con specifiche caratteristiche, qualcosa che cambia nel tempo. Per questo dobbiamo essere flessibili e pronti a presentare sul mercato quello che sarà realmente necessario. Solo questo ci farà superare anche quest’ulteriore momento di difficoltà».