Tanto si è discusso del superbonus 110%: una manovra fiscale introdotta nel decreto rilancio del 19 maggio scorso che di fatto eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Il bonus, che va ad affiancarsi sostanzialmente ai due bonus edilizi già esistenti (sismabonus ed ecobonus) ha fatto molto parlare nei mesi scorsi, soprattutto perchè restano da chiarire alcuni dettagli sia per i professionisti, che per i privati che ne vogliono usufruire. Ne abbiamo parlato con Fiorenzo Furlani, presidente del Collegio Geometri di Verona e Provincia.

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«Il Superbonus è un decreto, una legge dello Stato, che permette la detrazione fiscale per interventi edilizi sul patrimonio esistente e possono usufruirne tutti i cittadini che ne abbiano le caratteristiche, come dettato dalla normativa. L’idea è ottima, ma la materia è complessa e bisogna analizzare caso per caso. È un’occasione per poter riqualificare il patrimonio edilizio esistente di ogni cittadino al momento con destinazione residenziale e per rimettere in moto l’attività economica della filiera edilizia e dare ossigeno al settore» ha spiegato Furlani.

Quali sono gli attori di questa misura e quanto bisogno c’è di formare i professionisti sulla materia: «Il 110% vede come ruolo chiave un pool di professionisti, perchè c’è bisogno di più professionisti ognuno per la propria materia. In questo caso l’aggiornamento professionale deve alzare l’asticella, perchè sono ben precise le responsabilità civili e penali se un professionista fa errori o dichiarazioni mendaci. Hanno imposto, inoltre, ai professionisti di stipulare un’assicurazione di responsabilità civile con un massimale di 500mila euro, quindi ruota tutto intorno a loro. È importante anche il prestatore d’opera che esegue i lavori, ma il ruolo chiave per partire con il bonus è il professionista».

Ma ottenere il superbonus potrebbe non essere così semplice, soprattutto alla luce dei rischi che si possono correre in corso d’opera: «Se si parte male o si fanno errori basilari e si esce dalla normativa l’Agenzia delle Entrate ha tempo sette anni per fare verifiche e se trova cose non corrette o dichiarazioni mendaci ci sono sanzioni per i professionisti che vanno dai 2mila ai 15mila euro. Ma c’è anche un aspetto deontologico. Inoltre se vengono riscontrati errori decade tutto il beneficio e ci rimette il primo beneficiario».

Sulla notizia della mancata proroga del bonus nella legge di bilancio, Furlani è chiaro: «Penso sia sbagliato: a mio giudizio l’efficacia di questo beneficio fiscale necessita di tempo. C’è ancora bisogno di capire dettagli importanti perciò andrà a regime non prima dell’anno prossimo. È difficile che in un anno un cittadino svolga tutti i lavori. Se non verrà prorogato almeno di due anni sarà un mezzo flop. L’idea è buona ma bisogna farla applicare. C’è uno screening iniziale da fare per ogni intervento che non è semplice e servono mesi perchè c’è anche la verifica della conformità edilizia urbanistica dell’immobile che è importante».